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Attenzione al trappolone. A quale faccio riferimento? Ma a Sampdoria-Napoli, ovviamente. La prima partita in casa dei blucerchiati in questa stagione 2018/2019 avrà un sapore davvero molto particolare, dopo tutto quello che è successo a Genova negli ultimi tempi. In molti si concentrano su questi aspetti, dimenticando che per la partita tra i blucerchiati e gli azzurri c'è un osservato speciale. Non è un giocatore, nè un allenatore o un dirigente, bensì il pubblico del Ferraris. E a monitorarlo sono le autorità calcistiche della Serie A, oltre che l'opinione pubblica.

L'anno scorso, la gara contro la squadra di De Laurentiis creò un acceso dibattito a Genova e più in generale in tutta Italia, perché i cori da parte del pubblico del Ferraris contro la tifoseria partenopea costrinsero l'arbitro a sospendere il match. Al di là della questione puramente filosofica, relativa alla mancanza di buongusto dei suddetti cori (nessuno può negare che ne siano totalmente grevi, beceri e imbarazzanti) nel capoluogo ligre si disserta da tempo sulla legittimità delle 'discriminazioni territoriali', sui confini labili e volatili che una simile definizione implica, e pure sul criterio col quale viene applicata. Perchè, si chiedono i tifosi della Sampdoria, l'unica partita ad essere sospesa è stata quella con il Doria quando i cori rimbalzano - ahimè -  praticamente in ogni stadio? E poi, per quale motivo gli slogan sul Vesuvio e sul sapone sono considerati discriminazione territoriale, mentre i vari accenni alla 'puzza di pesce', al 'mare inquinato', alle alluvioni, al fango etc no? Domande interessanti, a cui non so rispondere.

Probabilmente non dovrebbero esistere né gli uni né gli altri, perché sono convinto che i tifosi napoletani abbiano tutti, chi più chi meno, un amico sampdoriano. Idem tra i sostenitori blucerchiati. Penso che l’eventuale antipatia nei confronti del tifo napoletano non derivi dal disprezzo verso una città stupenda come Napoli, ma piuttosto dalla loro amicizia con i ‘cugini’ rossoblù, e che affondi le sue radici nel passato di rivalità storica, quel passato in cui è impossibile determinare con precisione chi ha iniziato a provocare per primo. Per questo motivo sono convinto che difficilmente la rivalità si sedimenterà. Ai tifosi della Samp, però, giova ricordare una cosa. Sul Ferraris ci saranno gli occhi di tutta Italia. Il primo sgarro costerà carissimo. Un po’ perché la sanzione dello scorso anno ha comportato una diffida (ergo, pene più severe oggi), un po’ perché le autorità competenti danno l’impressione di essere alla ricerca di un esempio da dare per tentare di placare il fenomeno nelle curve. In sostanza, è pronto il trappolone per i tifosi della Samp. E forse è il caso di essere furbi, e provare a non cascare nella tentazione. Sperando che non arrivino provocazioni che sarebbero davvero disgustose.

Il momento oltretutto si presta. Sarà la prima partita a Genova della Samp dopo quell’evento che non è più nemmeno il caso di citare, da tanto  è stato nominato e ripetuto. Nelle ore antecedenti al match si terrà una raccolta benefica di fondi da parte dei gruppi organizzati della Sud, e il clima sarà quasi certamente diverso da quello che si respira in tutte le altre partite del’anno. Forse ci sarà persino il minuto di silenzio, la Samp sta valutando di chiederlo. E anche i tifosi del Napoli contribuiranno: il Napoli club Bologna, ad esempio, ha organizzato una raccolta di beni primari per gli sfollati della tragedia, e consegnerà il tutto la mattina del giorno del match. E’ un’iniziativa che merita di essere sottolineata. Sarà un’altra occasione per placare gli animi, e per risolvere la situazione nel modo più elegante possibile. Non sono classici discorsi moralisti, è buonsenso e se volete anche opportunismo. Risparmiamoci i cori, da una parte e dall’altra. Se dovesse andare così, vinceranno tutti. La Sampdoria, il Napoli, i rispettivi tifosi e il calcio. E’ la chance perfetta per trasformare il trappolone in una grande occasione.