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Verso la fine del riscaldamento, un fulmine improvviso scaricatosi non so bene dove, ma comunque vicinissimo allo stadio, ha fatto rintronare la tribuna. Poi la grandine, addirittura. Questa, la premessa di una sconfitta assurda, immeritata. Rientrati in campo per il calcio d'inizio, il tappeto verde era punteggiato di bilie di ghiaccio. Sarebbero rimaste a lungo? A scioglierle ci hanno pensato in poco tempo la pioggia insistente e le scie tracciate da pallone e giocatori.

Portiamo pazienza se una di queste scie è risultata fatale al Sassuolo. Sto parlando di quella lasciata dal pallone deviato sul palo da Consigli, e finita poi sul piede di Dzemaili, l'autore del gol che ha deciso Sassuolo-Genoa. Se infatti si potessero vedere tutte le linee di tiro e di passaggio del match, come in effetti, grazie alla tecnologia, oggi è possibile, riscontreremmo subito quanto è stato evidente ad occhio nudo: il Sassuolo ha fatto la partita, ce l'ha messa tutta, ma non è riuscito a vincere. Nemmeno a pareggiare, purtroppo, (e questo è il guaio), che altrimenti a quest'ora saremmo pari al Milan, battuto come era prevedibile dalla Juve.

Devo dire che il vantaggio dei rossoneri mi aveva un attimo spaventato e sorpreso. Spaventato, più che sorpreso. Sta a vedere che ci staccano di nuovo, che hanno tirato fuori gli artigli e hanno voglia e fame di infierire. E invece no, è questo solito Milan qui: abbordabilissimo (lo abbiamo pure battuto, non dimentichiamocelo..).
Chi può far tesoro di quanto è avvenuto ieri è solo il Sassuolo, credo. Tanto rammarico, qualche scena di nervosismo di troppo, ma anche molto materiale per crescere in consapevolezza. C'è bisogno di familiarizzare con le pressioni, magari anche attraverso rapidi sbalzi d'umore. Come un aereo appena decollato prende quota, sale e sale, superando nubi e vuoti d'aria, così spetta al Sassuolo, oggi in pieno, momentaneo mancamento. Ci sta di perdere, anche così.

Non facciamone un'occasione sprecata più del dovuto, resta ancora tempo. E poi è sempre il Milan che ha tutto da perdere. La nostra, infatti, sarebbe un'impresa, la loro una consolazione. Allora io dico avanti, andiamo al Franchi a vincere!