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Spezia, Gyasi a CM: 'Maldini non sa quant'è forte, Nzola e i messaggi di notte. Razzismo? Fermiamo le partite’

Spezia, Gyasi a CM: 'Maldini non sa quant'è forte, Nzola e i messaggi di notte. Razzismo? Fermiamo le partite’

  • Francesco Guerrieri
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Intervista con baby a bordo. Mentre Emmanuel Gyasi parla in sottofondo si sente la voce del piccolo Edoardo nato tre mesi e mezzo fa: "Sul nome eravamo d'accordo, non è stato difficile sceglierlo". Idee chiare per l'attaccante dello Spezia, che ai microfoni di Calciomercato.com ha raccontato la sua storia: "Sono nato a Palermo, poi mi sono trasferito in Ghana per conoscere i miei nonni e capire le mie origini. Quel periodo della mia vita per me è stato molto importante". Ha scavato nel passato per scrivere il futuro. Step by step, fino alla fascia da capitano al braccio in Serie A.

Che ricordi hai della vita in Ghana?
"Mi divertivo a giocare a pallone a piedi nudi per la strada con gli amici e mio cugino. Ripenso spesso a quei momenti, mi hanno aiutato ad arrivare ad alti livelli".

Chi era più forte tra te e tuo cugino?
"Decisamente lui. Poi crescendo ha preso un'altra strada e non è mai diventato un calciatore".

Ormai hai già giocato con il Ghana, ma in passato hai mai pensato di vestire la maglia dell'Italia?
"No, ho sempre avuto la nazionale ghanese nella testa. Il sogno dei miei genitori è stato sempre quello di vedermi con la maglia del Ghana, e alla fine con il lavoro ho raggiunto questo traguardo".

Dal centrocampo in su hai giocato in ogni tipo di ruolo.
"Effettivamente mi manca solo di fare il portiere e il centrale difensivo e poi li ho fatti tutti... Anzi, quando ero nella Primavera del Torino sono stato anche in porta.

Raccontaci.
"Giocavamo un torneo contro il Milan, a 2/3 minuti dalla fine della partita il portiere è stato espulso e mi sono messo in porta io".

Com'è andata?
"Non ho subito gol e ho fatto anche una parata in un uno contro uno".

Ma qual è la tua posizione preferita?
"Mi piace fare l'esterno di sinistra in un 4-3-3. Rientrare, scambiare il pallone con la punta, inserirmi...".



Chi era il giocatore più forte di quella Primavera del Torino?
"C'erano Aramu, Barreca, Parigini... ma il migliore per me era Lorenzo Coccolo, fratello maggiore dell'ex Juve Luca. Adesso gioca in Serie D, ma ha avuto tanti infortuni ed è stato davvero sfortunato".

E' la tua prima stagione da capitano.
"Sono qui da tanti anni, sono cresciuto insieme al club; fare il capitano di questa squadra in Serie A è una bella emozione".

Quant'è cambiato il tuo ruolo nello spogliatoio?
"Già prima di indossare la fascia mi sono sempre preso le mie responsabilità e mi sono messo a disposizione della squadra. A maggior ragione ora che sono capitano, penso di dover dare l'esempio migliore in campo. Non mi piace parlare tanto e fare grandi discorsi, sono uno che fa i fatti". 

Due tuoi ex allenatori sono accostati a top club: che ricordi hai di Italiano e Thiago Motta?
"Italiano mi ha aiutato davvero tanto, con lui ho vissuto una bellissima esperienza perché mi ha dato grande fiducia e abbiamo vinto il campionato. Fa un gioco perfetto per gli esterni, mi ha insegnato molto e oggi ci sentiamo ancora. Si merita una big".

E Motta?
"Anche lui. Tra noi c'è sempre stata sintonia, è un allenatore che trasmette molta sicurezza al gruppo; se mi avesse detto di giocare in porta, probabilmente mi sarei convinto che avrei potuto fare davvero quel ruolo. Sono due allenatori che studiano tanto, il giocatore si rende conto di quanto cresce e migliora con allenatori come loro".

E Nzola è pronto per una big?
"Certamente, ha qualità da giocatore importante. Quando si passa dallo Spezia a una big bisogna avere la mentalità giusta; per il campionato che ha fatto quest'anno sono convinto sia pronto, ma ora dipende tutto da lui".

Ci racconti un aneddoto insieme a lui?
"Dopo una partita non riusciamo mai a dormire, così di notte ci scambiamo qualche messaggio con frasi motivazionali. A volte mi manda anche i video di eventuali errori o alcune situazioni che potevamo gestire meglio".

Chi è il giocatore che ti impressiona di più in allenamento?
"Maldini, ha colpi importanti. Non si rende conto quant'è forte e di quanta forza fisica ha".



Quest'anno in Serie A ha fatto due gol: uno al Milan e l'altro all'Inter.
"La rete ai rossoneri se la sentiva, nello spogliatoio ci aveva detto che avrebbe segnato".

Che tipo è fuori dal campo?
"Un ragazzo d'oro. Vedrete che alla lunga sarà un giocatore che arriverà in alto".

In questo periodo stiamo assistendo a molti casi di razzismo: Lukaku, Vlahovic, Vinicius... Ti è mai capitato di esserne stato vittima?
"Purtoppo sì, tante volte. E' un tema delicato per il qauel vanno presi provvedimenti seri, pesanti; altrimenti sarà sempre la stessa storia".

In che modo si può combattere questo fenomeno?
"Serve il pugno duro per far capire che non si sta scherzando. La squalifica di una curva non basta, bisogna fermare le singole persone e far capire che su questo non si scherza. Continuiamo a combattere il razzismo, ma oltre alle parole ora c'è bisogno dei fatti. Sospedendo le partite, per esempio, si darebbe un segnale importante".

Corsa salvezza: nella prossima giornata voi anticipate contro il Torino, il giorno dopo ci sono Monza-Lecce e Verona-Empoli. Le guarderai?
"Certo, ma io le partite le guardo tutte. Il week end cerco di non perdermene nessuna, di qualsiasi campionato".

La più bella che hai visto quest'anno?
"La semifinale di Champions League Manchester City-Real Madrid, invece il campionato che mi piace di più è la Premier League".

Non c'è la paura che le squadre senza obiettivi possano scendere in campo senza motivazioni?
"Non credo proprio; l'Empoli ha vinto 4-1 con la Juventus ed era già salva, questo dimostra che nessuno regala. Penso che vorrà la vittoria per fare più punti possibili e chiudere bene il campionato. Consco Zanetti, quando finiscela stagione lo chiamerò per fargli i complimenti".

Qual è il rimpianto di questa stagione?
"Forse potevamo avere qualche punto in più, ma siamo abituati a questo tipo di sofferenze. Adesso abbiamo 180 minuti per salvarco, e secondo me ce la metiriamo tutta".



Altre passioni oltre al calcio?
"Non ho molti hobby, mi piace molto viaggiare".

Ultimo viaggio?
"L'anno scorso sono stato in Kenya a fare un safari. E' stato stupendo vedere questi animali nel loro habitat naturale e a un centimetro di distanza. Il leone per esempio fa impressione, ci è passato molto vicino ed era enorme".

Sui social c'è anche una pagina della tua fondazione, di cosa ti occupi?
"Da quando ero piccolo sognavo di fare il calciatore per arrivare ad aiutare il prossimo. La fondazione sta andando molto bene, abbiamo portato acqua potabile nei villaggi dove la gente beveva dalle pozzanghere; siamo presenti sia in Ghana che in Kenya, portiamo il nostro supporto e tutte le cose delle quali hanno bisogno. I tifosi dello Spezia mi stanno aiutando dandoci un supporto incredibile con le le loro offerte. Purtroppo con il lavoro non riesco a spostarmi spesso, ma una volta sono stato di persona a sentire le storie di alcune ragazze di 14/15 anni che con il bambino in braccio raccontavano di essere state violentate. Un momento molto toccante".

@francGuerrieri 

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