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Alessio Secco conosce come pochi il mondo Juventus. Figlio di Sergio Secco, braccio destro di Giampiero Boniperti, ha respirato in bianconero fin dall'infanzia, per poi entrare in società, dove è rimasto per più di dieci, da addetto stampa a direttore sportivo, nel difficile quadriennio 2006-2010, quello dell'immediato post-Calciopoli. Ai microfoni di Calciomercato.com, Secco parla del momento attuale della Juventus, fra battaglie sul campo e battaglie giudiziarie.
 
Come vede questa Juve prima in classifica?
"La squadra va bene e si vedono già i frutti del buon lavoro di Conte. Antonio ha le idee chiare e, avendo giocato a lungo con la maglia bianconera, sa cos'è lo spirito vincente della Juve e sa trasmetterlo ai giocatori".
 
Lei lo ha visto all'opera da vicino per anni. Già da quando era capitano e giocatore della Juve si capiva che avrebbe potuto diventare un ottimo allenatore?
"Assolutamente sì, si vedevano già nel Conte giocatore le caratteristiche che poi fanno di un calciatore un grande allenatore. Conoscendolo, poi, mi ricordo che fin da quando ha iniziato ad allenare, ha fissato da subito il suo obiettivo, allenare la Juve. E ci è riuscito, attraverso una carriera finora molto positiva, a parte forse la parentesi dell'Atalanta".
 
Anche un altro grande ex bianconero, di recente, ha avuto l'opportunità di allenare la Juventus, Ciro Ferrara...
"Con Ferrara abbiamo lavorato insieme, ero il ds e ho un esperienza diretta di quel periodo. Iniziammo bene la stagione, poi però purtroppo le cose non andarono per il verso giusto".
 
Capitolo Calciopoli. Con Andrea Agnelli presidente la Juventus ha cambiato atteggiamento sul tema, passando al contrattacco: dal famoso esposto del 2010 alle iniziative più recenti, come il ricorso al Tnas. Cosa ne pensa?
"Rispetto al periodo appena successivo al 2006, ora sono maturati i tempi, anche a fronte di nuove cose che sono emerse, che hanno un po' cambiato lo scenario. Agnelli fa benissimo a portare avanti la sua battaglia".