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Quel che succede una volta è un caso. Quando la storia si ripete bisogna iniziare a riflettere. Se gli 'episodi' diventano otto, quattro nel girone d'andata e altrettanti nel ritorno, allora il problema c'è e va affrontato: il Toro non sa gestire i vantaggi. E' un dato di fatto, incontestabile. Sono i numeri ad evidenziare questa problematica granata: Sampdoria, Lazio, Fiorentina e Genoa. Nel girone d'andata quattro potenziali vittorie si sono trasformate in quattro anonimi pareggi. Nel girone di ritorno è andata anche peggio: Inter, Cagliari, Parma e Napoli. Una possibile vittoria a San Siro si è trasformata in un pari, mentre nelle altre tre occasioni il Toro è riuscito anche a perdere, dopo essersi portato in vantaggio.

Insomma, iniziano ad essere davvero tanti i motivi di rammarico per una stagione che poteva essere molto diversa per i granata: se nel girone d'andata la formazione di Ventura ha mostrato un eccesso di timore reverenziale nei confronti delle 'big', nel ritorno di sicuro questo aspetto è stato corretto e rivisto, ma sono emerse altre problematiche. L'eccesso di sicurezza e forse un pizzico di presunzione, unito ad un tasso tecnico che in casa granata non è eccelso, ha fatto sì che si arrivasse ad avere questo genere di problemi: d'accordo, il Toro è praticamente salvo, ma dove sarebbe se si fosse rivelato un po' più maturo? Ventura se lo sta chiedendo, ma la risposta probabilmente non l'avrà mai, se non nel prossimo campionato, con un calciomercato estivo improntato anche a correggere questo tipo di errori.