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E' stato un inizio da pazzi, esattamente come siamo noi da sempre. C'è del mistico nell'essere interisti. Tutto è andato come da copione, come un romanzo pieno di sorprese ma che sai avrà un finale lieto. Il gol di Dumfires ha avuto il potere di trasformare una banalissima prima giornata di campionato a Lecce, in una vera e propria espressione di gioia insperata. E' stata una vittoria meritata, frutto di tante occasioni create ma con soltanto due reti realizzate. Ci ha messo del suo Falcone, il portiere del Lecce ha salvato più volte il risultato, quando non ci è riuscito lui ci ha pensato il palo a strozzare in gola l'urlo di gioia nerazzurro. Quando, dopo il palo di Dumfries, Lukaku e Lautaro si vedono ancora negare la gioia del gol, e il var annulla (giustamente) una rete del belga, pensi che dovrai masticare il classico "boccone amaro" e tornare a Milano senza gli sperati tre punti.

Ma con l'Inter non c'è mai nulla di scontato, Barella batte l'angolo della speranza, di solito succube del piede mancino di Dimarco, Lautaro spizza e Dumfries, entrato a partita in corso, spunta dal nulla per spingere in porta il pallone del delirio nerazzurro. 
Una prestazione non certo delle migliori per gli uomini di Inzaghi, preventivabile per come la squadra aveva finito il match amichevole contro il Villarreal, ma se si guardano i numeri non si può certo sostenere che l'Inter non abbia meritato di vincere. 

Non so che carichi di lavoro abbia imposto lo staff di Inzaghi ai suoi ma, forse, il peso sulle gambe sta cominciando solo ora a essere smaltito. Manca brillantezza nei movimenti e smalto nella velocità di pensiero. Brozovic, in campo dopo aver risentito di un problema al polpaccio durante l'ultima settimana, e Calha hanno fatto bene ma possono dare molto di più sia in fase di possesso che in fase di interdizione. Benissimo hanno fatto Darmian e Dimarco, forse i migliori in campo insieme al decisivo Dumfries.
Permettetemi una considerazione sull'arbitraggio. In una parola il signor Prontera della sezione di Bologna ma nato e cresciuto a Tricase nella provincia, guarda un pò, di Lecce è stato disastroso. Dovremmo discutere sull'opportunità di far arbitrare il Lecce a Lecce ad un leccese, ma forse è meglio soprassedere. Sta di fatto che Prontera sorvola su falli ripetuti dei padroni di casa, non interviene con il giallo (almeno) su una gomitata di Hjulmand ai danni di Barella a centrocampo e, soprattutto, non espelle al minuto 32' il leccese  Baschirotto dopo un'entrata killer su Lautaro. Con il Lecce sotto di un gol e di un uomo a metà primo tempo forse le cose sarebbero state diverse. Dubbi anche su una trattenuta vistosa in area ai danni di Dzeko. Anche qui tutto regolare e gioco fatto proseguire. Non parlo mai di arbitri ma il trend italiano mi sta obbligando a farlo. Sono stufo di leggere cose senza senso.

L'Inter, durante tutta la scorsa stagione, è stata descritta come squadra aiutata dagli arbitri ed è un racconto mai così lontano dalla realtà. Da quest'anno anch'io farò il conto degli episodi, procedura  tanto antipatica quanto ormai, purtroppo, necessaria per mettere a tacere le "stupidate" che si leggono in giro. Dopo ieri l'Inter è in credito anche se, avendo vinto, per pochi questa discutibile direzione arbitrale conterà qualcosa. Io la terrò bene a mente per le prossime occasioni in cui qualcuno parlerà, a sproposito, di aiuti a favore dei nerazzurri.

Inzaghi, a fine match, è stato preda di più sentimenti contrastanti. ll sapore dolce del gol vittoria ha mescolato la gioia all'amarezza dovuta alle domande del post partita. Ha ragione il mister. l'Inter continua, per la maggior parte degli opinionisti e dei critici, ad essere considerata la favorita allo scudetto anche se i fatti dicono che è l'unica a non poter spendere sul mercato. Inzaghi ha ragione, quando si parla di Inter si parla di cessioni e mai di acquisti, le altre comprano e hanno, attualmente, una disponibilità economica che i nerazzurri non hanno. Il Milan è campione in carica e sembra non voler smettere di vincere, ha lo stesso allenatore da 4 stagioni e, nonostante la perdita di Kessie, si è rinforzato con Adli, Pobega e mister 35 milioni De Ketelaere. La Juve, già ricca di un Vlahovic in più a gennaio, ha aggiunto al proprio organico gente come Bremer , Di Maria, Pogba e Kostic migliorando di molto la rosa dello scorso anno. Perchè non si può parlare di altre squadre obbligate a vincere ma solo della povera Inter senza potere di acquisto e sempre in predicato di vendere? Scusate ma ha ragione Inzaghi!