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Caro Leo Turrini, ma cosa sta succedendo sull’asse Torino-Maranello, fra Juventus e Ferrari?
“Siamo alla strage dei presunti innocenti”.

In che senso?
“Bisogna distinguere tra le due realtà, anche se la proprietà è unica”.

Distinguiamo pure.
“Che la storia di Binotto in Ferrari fosse finita lo avevo anticipato proprio qui tre settimane fa. E mica ci voleva Einstein per intuirlo”.

Tradotto?
“Binotto capo del reparto corse del Cavallino era un lascito di Marchionne. Il compianto Sergione non stravedeva per Arrivabene e aveva deciso così. Ma John Elkann non si è mai preso con Binotto. Erano come l’acqua e l’olio. E lo sapevano tutti”.

Ma Binotto in 4 anni al top ha vinto una manciata di Gran Premi.
“L’uomo ha le sue colpe, compresa una discreta tendenza al delirio di onnipotenza. Ad esempio Mattia avrebbe dovuto apparire meno, gestirsi meglio a livello mediatico. Ma non ha mai avuto il supporto del suo presidente, sulle grandi questioni. Hai mai sentito una parola di Elkann sul budget cap Red Bull o sulle regole aggiustate in corso pro Mercedes? Zero virgola zero”.

Mica sarà colpa di Elkann se la Ferrari ha smesso di andar forte dopo un avvio di stagione stellare!
“No, per carità. Però è mancato un appoggio vero. Il proprietario non credeva nel suo top manager e come dice il commissario Montalbano ti saluto e sono”.

Ti sento molto sconfortato.
“Lo sono! La Ferrari è senza un leader, il nuovo team principal arriverà a gennaio, Binotto tra un po’ ce lo ritroviamo al servizio della concorrenza, so che sta parlando con Audi, che entrerà in F1 nel 2026. E non sappiamo chi ne prenderà il posto a Maranello”.
Parlano molto di Vasseur, oggi all’Alfa.
“È francese come il mitico Jean Todt ma in comune hanno solo il passaporto. E qui mi fermo”.

Allora chi?
“Vedremo. Nell’ambiente sappiamo tutti che Arrivabene tornerebbe in Ferrari a piedi, per celebrare la Grande Vendetta, lui che fu cacciato per far posto a Binotto. Ma come si fa?”.

Come si fa cosa?
“Guarda, io proprio qui ho sostenuto per anni che Andrea Agnelli sarebbe stato perfetto per la presidenza Ferrari. Ha passione, ha lavorato per la Rossa da ragazzo, ha vinto tanto con la Juve. Però…”.

Però?
“Però c’è questa brutta storia di Borsa e finanza. Anche la Ferrari è quotata sui listini. Come puoi spostare Andrea Agnelli a Maranello adesso? O riportarci Maurizio Arrivabene?”.

Non se ne esce.
“No. Vedi, Andrea Agnelli ha fatto la fine di Icaro. Ha volato troppo vicino al sole, il sole chiamato Cristiano Ronaldo. È stata una operazione sciagurata. CR7 in bianconero ha vinto meno di Higuain e ha sfasciato i conti. Ma come sai non si poteva dire, si rischiava la lesa maestà. Invece era la verità, al di là delle indagini CONSOB. Se non altro Marotta l’aveva capito in anticipo…”.

di Daniela Bertoni



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