171
Torna a parlare Nicolò Zaniolo. Il romanista ha rilasciato un'intervista a SportWeek, in edicola oggi con La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole tra passato, presente e futuro: "L’obiettivo di quest’anno era non fermarsi, riprendere continuità e tornare ad essere un calciatore. Ho segnato 8 gol, che a qualcuno sembrano pochi, ma era da folli pensare che potessi farne 25-30 dopo due anni senza pallone. E poi, abbiamo regalato ai nostri tifosi un trofeo che mancava da tantissimo. Quindi, è andata benissimo“.

Il gol al Trabzonspor nei playoff di Conference League 400 giorni dopo l'ultima volta...
“Lì mi sono detto: ecco, sei finalmente tornato a giocare. La partita perfetta, quella dove ti riesce tutto“.

Sull'interesse delle grandi squadre...
"L’interesse delle grandi squadre mi fa piacere: se pensano a te vuol dire che vali. E questo no, non mi distrae né mi fa montare la testa. Piuttosto mi alleno ancora più motivato: voglio dimostrare che sia giusto essere accostato a questi top club“

Non andrebbe via a cuor leggero...
“Se dovesse succedere, mi mancherebbero tante persone“.
Il paragone con Dybala...
"Leggere che vado alla Juve al suo posto quasi mi imbarazza, mi sembra anche eccessivo essere paragonato a lui. Lui è unico, un giocatore fantastico, fortissimo. Vediamo. La vita è imprevedibile, non si sa mai cosa succede. Io mi alleno. E aspetto“.

Sull'idolo Ibrahimovic...
“Ecco, tra gli obiettivi raggiunti in questa stagione c’è la nostra partita insieme, che hanno vinto loro 3-1, ma che per me è stata comunque bellissima. Io ho coronato un sogno. Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi, mi sono vergognato… Ma l’ho studiato da lontano: per l’approccio alla partita, per come si muove da leader carismatico, Ibra è un fenomeno. E sono contento che abbia vinto lo scudetto, lui ha riportato in alto il Milan e se lo meritava. È l’ultimo? Se lui ha ancora voglia…”.

Sulla Nazionale...
"Il Mondiale era un obiettivo e sono dispiaciuto, ma sono anche abituato a rincorrere, nel mezzo ci saranno altri obiettivi".