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Zizì Cevenini, tra talento e supponenza: perché si rifiutò di giocare in Inghilterra

Zizì Cevenini, tra talento e supponenza: perché si rifiutò di giocare in Inghilterra

  • Alessandro Bassi
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Luigi Cevenini e stato il più talentuoso di ben cinque fratelli, tutti giocatori di calcio negli anni'20 e '30 del XX secolo. Meglio noto come Cevenini III, istrionico funambolo del nostro calcio è stato il primo calciatore a giocare per tutte e tre le maggiori società italiane, Inter, Milan e Juventus.

ZIZI', TRA TALENTO E SUPPONENZA - Il 13 marzo del 1895 nasce a Milano Luigi Cevenini, il terzo di cinque fratelli che – chi più chi meno – avranno tutti un ruolo nel calcio italiano. Cevenini III è sicuramente il più talentuoso dei cinque fratelli, destinato ad un'ottima carriera. Fantasista dotato di dribbling ubriacante, ricopre tutti i ruoli del centrocampo e ha anche buon fiuto per il gol. Personaggio dentro e fuori dal campo, ben presto viene soprannominato “zizì”, a richiamare il fastidioso suono della zanzare poiché come le zanzare è un incubo per i difensori avversari e non sta mai zitto. In campo parla in continuazione con tutti, avversari, arbitri e compagni di squadra, ritenendosi sempre il migliore. In più di un'occasione in campo durante le partite ha accesi battibecchi con i compagni di squadra, si ritiene il migliore di tutti e non fa nulla per nasconderlo: narrano le leggende che sia anche arrivato a chiedere all'arbitro di sospendere un incontro per la propria...manifesta superiorità!

Tra i soprannomi che gli vengono affibbiati c'è anche quello di “professore”: sempre pronto ad elargire consigli ai più giovani, ma anche ruvido con chi al contrario non lo assecondava. Fumatore incallito, non entra mai in campo senza una sigaretta nascosta nei pantaloncini o tra i risvolti delle magliette, è un'assoluta primadonna e al pubblico dell'epoca piace e lo va a vedere, sicuro che lui regalerà spettacolo in un modo o nell'altro.

INTER, MILAN E JUVE- Inizia la sua carriera nel Milan con il quale esordisce nel massimo campionato nella stagione 1911/12, ma è con l'Internazionale che Cevenini III gioca per la maggior parte della sua carriera, vincendo il campionato del 1919/20.

Personaggio inquieto, sempre alla ricerca di emozioni e novità, nel 1912 dal Milan passa all'Internazionale ma durante la Grande guerra torna al Milan per giocare – e vincere – la Coppa Federale e altri tornei di quel periodo. Terminata la guerra torna nuovamente all'Internazionale, vince il campionato 1919/20 e l'anno successivo sempre con l'Internazionale gioca assieme a tutti gli altri suoi fratelli. Il campionato del 1921/22, quello “doppio” nato dalla scissione tra FIGC e CCI  Cevenini III lo gioca con la Novese con la quale vince il titolo di campione d'Italia FIGC. A Novi Ligure Cevenini resta una sola stagione per poi fare ritorno all'Internazionale dove resta sino al 1927. Ormai trentaduenne, Cevenini III approda alla Juventus, con la quale gioca per tre stagioni, anche se ormai il meglio lo ha già dato e da lì in poi giocherà per squadre minori sino ad oltre quarantanni di età.

Negli anni'20 viene sistematicamente convocato in Nazionale, anche se Cevenini III con l'Azzurro della Nazionale esordisce nel gennaio del 1915 nella vittoria contro la Svizzera, realizzando pure un gol. Con l'Italia gioca 29 partite segnando 7 reti, sino all'ultima gara giocata nel 1929.

UN “PROFESSORE” AL DI LA' DELLA MANICA - È un cane sciolto pronto sempre a seguire il suo istinto e nel 1924 quando è all'Internazionale diventa protagonista di un giallo. Nell'autunno del 1924 così, di punto in bianco, senza dire nulla a compagni e società, prende e parte per l'Inghilterra, in cerca di fortuna e di un ingaggio. Gioca alcune partite con la squadra riserve del Plymouth Argyle destando interesse negli osservatori inglesi. Eppure, mesi più tardi, così come se niente fosse, si ripresenta a Milano, negli spogliatoio dell'Internazionale, con tanto di borsone, pronto a ritornare a giocare. Perché era ritornato in Italia? Cevenini non lo ha mai spiegato bene. Pare che alcuni dirigenti inglesi fossero anche interessati ad ingaggiarlo, ma Cevenini non sembra essere convinto della scelta di giocare oltre Manica: lascia l'Inghilterra per tornare a casa e a Fulvio Bernardini – che ricorda l'episodio nel suo 10 anni con la Nazionale – spiega: “Nebbia per nebbia, mi preferissi quela de ca' mia”. Alcuni sostengono che a Cevenini interessasse più dimostrare di essere in grado di giocare con i migliori al mondo che non un ingaggio. Comunque sia andata, Cevenini III è, dopo Fresia, l'altro italiano che gioca in Inghilterra, lasciando un ricordo senz'altro migliore del suo predecessore.

(FOTO: i fratelli Cevenini) 



(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)

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