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  • Atalantamania: Dea, ti dichiaro in ‘arresto’

    Atalantamania: Dea, ti dichiaro in ‘arresto’

    • Marina Belotti
    Qualcosa si è rotto nell’ultima settimana da Dea, non certo da Dio, che ha portato alla perdita del girone e del secondo posto in campionato. E non è un caso se la parola ‘rompere’, in inglese, è la stessa del termine ‘pausa’: è giunto il momento per l’Atalanta di fare un break, prendersi una pausa di riflessione e riavvolgere il nastro di partenza. Così, proprio non va.

    SARDA INDIGESTA - Una sconfitta in serie… A. Contro il Cagliari, per la terza volta di fila, arriva una battuta d’arresto per la Dea: in campionato non accadeva proprio dallo scorso 20 maggio, quando la formazione allenata allora da Diego Lopez riuscì in extremis a sbarazzarsi di Gomez e compagni. Una rete nei minuti di recupero, ma quello del primo tempo, l’ha realizzata invece Barella direttamente da calcio di punizione. Inflitta, quella sì, in modo severo ad una compagine già delusa per la disfatta ‘made in Danimarca’. Più che la stanchezza nelle gambe ha influito quella nella mente degli 11 in campo, sempre diversi nelle ultime quattro partite. A furia di girare, alla Dea è girata la testa, si è persa e ha perso.

    EI FU… ZAPATA - Se Pasalic non ci avesse messo la testa, sarebbe stata comunque l’ennesima gara da 0-0, contro una squadra minore, che attacca poco e si chiude tanto. Il colpaccio del mercato estivo rischia di essere il Paloschi del 2018: dov’è finito quell’ariete d’area di rigore che, oltre a fare a sportellate con i nemici, metteva anche la palla dentro? Due reti in otto partite, contro il modesto Hapoel Haifa, e ancora nessuna gioia personale in Serie A: è lecito aspettarsi molto di più da una punta acquistata quasi trenta milioni di euro, un vero e proprio record per la società di Zingonia. C’è bisogno di fantasia, e la persona giusta tornerà poco dopo la sosta…

    CERCASI ILICIC DISPERATAMENTE - Mentre ci si chiede dove sia finito il Papu formato Frosinone, quel trascinatore irriconoscibile vuoi per la barba sparita, vuoi per la delusione repressa, si pensa al fantasista di Dortmund, alla sua inventiva in campo e al suo dente avvelenato, in tutti i sensi, capace di rendere l’Atalanta frizzante e senza pensieri. Adesso, tre giorni di pausa per la truppa nerazzurra, che si ritroverà giovedì senza i tanti nazionali impegnati con le proprie rappresentative: una pausa non sempre ben digerita dai club, ma ad oggi a dir poco fondamentale per lo stesso Gasperini. Che dovrà schiarirsi le idee per dare un’identità precisa alla squadra, senza cambi, rotazioni o bussolotti da pescare. A cominciare dalla porta: il codice dell'antifurto lo conosce solo uno tra Berisha e Gollini. E un altro scambio potrebbe mettere in allarme l'intero campionato.

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