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Ha dovuto attendere poco più di due mesi dalla sua rielezione come presidente, poi Joan Laporta ha deciso che era arrivato il momento di intraprendere una nuova rivoluzione alla guida del Barcellona. La prima, dopo la parabola decadente della gestione Gaspart, portò un tecnico come Frank Rijkaard e campionissimi del calibro di Ronaldinho, Eto'o e Deco e la conquista della prima Champions League dell'era moderna (a distanza di 13 anni dal trionfo a Wembley di Cruijff), creando i presupposti per l'età dell'oro dell'epopea guardiolista dal 2008 al 2013. La seconda sarà quella più complicata, perché in piena crisi economica da Covid, dovrà rilanciare le ambizioni di un club reduce da una serie di disastri soprattutto a livello europeo e riaccendere l'entusiasmo di un Messi che, al termine dell'ennesima stagione da fenomeno (almeno 30 reti per la nona volta in carriera), è pronto a rinnovare il contratto a patto di giocarsi almeno per un'ultima volta la conquista della Champions.

KOEMAN VERSO L'ADDIO - "E' finito un ciclo e ci siamo messi all'opera per avviare un rinnovamento della squadra. Abbiamo perso in maniera incomprensibile la Liga e parlo di fine di un percorso e di inizio di uno nuovo perché sono convinto che sia la cosa da fare. A partire dalla prossima settimana, prenderemo delle decisioni. L'obiettivo è di tornare a competere per campionato e Champions League". Ha parlato chiarissimo Laporta ieri sera, in occasione della Festa de l’esport Català, preannunciando provvedimenti e scelte drastici a strettissimo giro di posta per dare concretamente inizio al suo secondo regno blaugrana. Sempre più indizi portano all'addio certo del tecnico Ronald Koeman, scelto dal predecessore di Laporta - l'odiattismo Bartomeu - e al quale non basterà aver conquistato in maniera brillante una Coppa del Re e aver valorizzato molti giovani (i canterani Araujo e Mingueza, De Jong e Pedri) e rilanciato talenti inespressi come Griezmann e Dembelé. Guardando soltanto i risultati, l'incredibile e deludente finale di Liga risulterà più fatale di un'uscita di scena di scena anticipata dalla Champions per mano di un PSG capace di banchettare al Camp Nou.

RIVOLUZIONE - Chi dunque dopo Rambo? Nonostante il recente rinnovo di contratto con l'Al-Sadd, il progetto della rinascita potrebbe essere affidato proprio ad uno dei pretoriani di Guardiola, quel Xavi che negli Emirati Arabi si sta facendo le ossa da allenatore in attesa della tanto sospirata chiamata da casa. Una nomina quasi naturale, che sarà accompagnata da una doverosa ristrutturazione di una rosa mal costruita e mal assortita negli ultimi anni e con un monte ingaggi schizzato alle stelle. Il maxi prestito da 500 milioni di euro stanziato da Goldman Sachs dovrà essere accompagnato da necessari tagli del personale, con giocatori come Lenglet, Umtiti, Pjanic, Griezmann, Coutinho e Dembelé pronti ad essere sacrificati alle giuste condizioni. Due parametri zero come Sergio Aguero e Memphis Depay hanno buone possibilità di diventare i due colpi al risparmio per il reparto d'attacco, ma è in mediana e in difesa che la dirigenza blaugrana non dovrà sbagliare alcuna mossa. La rivoluzione é ora, la seconda era Laporta apre i battenti adesso.