E l'uomo del momento e non può essere altrimenti. Il gol a tempo quasi scaduto nel derby contro il Milan ripropone di prepotenza Mauro Icardi nel ruolo di faro, di leader maximo di un'Inter lanciatissima e attesa dalla sfida da brividi in Champions League del Camp Nou, contro un Barcellona privo del suo re Leo Messi. E quella contro i blaugrana sarà per il capitano nerazzurro una partita dal sapore particolare, visti suoi trascorsi (dal 2008 al 2011) nella Masia prima di spiccare il volo per l'Italia e Genova in particolare, fronte sampdoriano.

LA BOCCIATURA DI PEP - Non sono bastati 38 gol nelle giovanili, a fianco di gente come Rafinha e Deulofeu, per convincere il club a concedergli una chance ai livelli più alti. Proprio in quegli anni, sotto la guida di un allenatore come Pep Guardiola, il Barcellona intraprendeva un percorso filosofico in cui il gioco corale dovesse passare anche dall'assenza di un vero e proprio centravanti d'area di rigore. In Catalunya o non si sono accorti o non si è voluto dare eccessiva importanza ai movimenti quasi unici negli ultimi 16 metri di Icardi, motivi che lo hanno spinto a cambiare aria per consacrarsi altrove e a cercare quella "vendetta" sportiva che domani sera spera di portare a termine per proseguire un cammino europeo sin qui senza macchie.