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Pablo Bentancur non ha bisogno di presentazioni. Da oltre vent’anni il potente procuratore uruguaiano gestisce e amministra il meglio a livello calcistico dei giocatori cresciuti nel piccolo paese sudamericano. L’agente vanta una fitta rete di contatti con l’Italia, tanto è vero che parecchi elementi della sua scuderia giocano in Serie A, o hanno lasciato il segno in passato nel massimo campionato tricolore. Da Torreira a Ramirez, passando per Nandez e Cavani, Brian Rodriguez e Abel Hernandez, sono tantissimi i calciatori che si sono affidati a lui. Calciomercato.com lo ha contattato in esclusiva per un’intervista a tutto tondo.

Signor Bentancur, partiamo da Gaston Ramirez. Si discute di rinnovo con la Samp, ma ci sono altre proposte dall’estero, dicono anche una maxi offerta dall’Arabia, è vero?
“Abbiamo già avuto un appuntamento con Carlo Osti, un bel pranzo a Milano durante il quale abbiamo parlato un po’, ma abbiamo lasciato tutto in sospeso per riprendere la trattativa quando Gaston tornerà in Italia, lunedì. La situazione Ramirez è un po’ anomala, all’inizio della stagione non stava giocando e il Doria lo aveva messo sul mercato. Era arrivata una proposta dagli Emirati direttamente alla Samp, che aveva spinto per venderlo. Alla fine era stato lui stesso a impuntarsi per rimanere. E’ un leader, uno di quelli che parlano poco ma che giocano con le ferite alla testa, aveva a cuore la squadra e i compagni e non voleva abbandonare la barca. Adesso i ruoli si sono invertiti, perché ho ricevuto un’ offerta scritta molto importante da considerare per Gaston. Lui e la sua famiglia tengono molto alla città e ai tifosi. La società stessa mi ha chiesto di pensare a un proseguimento insieme”.

L’offerta della Samp lo soddisfa?
“In questo momento di crisi è normale che vengano fatte proposte al ribasso, ma è anche normale che il giocatore dica di no, specialmente se ha sul piatto un quadriennale così ricco dall’Arabia. Bisogna individuare un punto di incontro tra la volontà del club e le richieste del giocatore. Ma è difficile trovarlo, devo essere chiaro. Da parte della Samp c’è la volontà è di rinnovare, diciamo che non è molto normale accorgersi all’ultimo delle qualità di Ramirez.”

Torreira lo vogliono tutti: Torino, Milan, Fiorentina, Napoli, Roma e Lazio: chi lo ha cercato e cosa c’è di vero.
“Fino ad adesso non ne ho voluto parlare pubblicamente. Lui è molto legato alla Samp e da Londra seguiva sempre le partite, anche soffrendo. Chi conosce Lucas sa che non lo fa per piaggeria. Ci sono tante richieste, ma ancora niente di ufficiale. Ho ricevuto molti sondaggi, anche troppo pubblicizzati, ma non abbiamo nulla di scritto sul tavolo. Il giocatore si sta allenando con l’Arsenal, è di loro proprietà, ed è uno dei pochi casi di atleti che arrivano in Inghilterra e giocano 50 partite di fila. Dopo ha avuto un brutto infortunio, non si è dovuto sottoporre a interventi ma il rientro è stato un po’ complicato. Deve fare una scelta tecnica l’allenatore,e deve decidere se veramente ha bisogno di Torreira o no, ma tutto questo di cui parla la stampa è più pubblicità che realtà. Oggi il mercato è un po’ fermo, offerte ufficiali, lo ripeto, non ce ne sono”.

Ma il Torino può essere una pista, oppure per Torreira c’è bisogno di una squadra di prima fascia?
“Il calcio si deve dividere in due parti, quella sportiva e quella economica. Sportivamente Torreira è perfetto per il Torino, dove c’è Giampaolo che lo ha sempre voluto, ma bisogna essere consapevoli del fatto che l’Arsenal avrà una richiesta corposa, e anche lo stipendio di Lucas penso sia un po’ troppo alto per il Torino”.

Il Milan, il Napoli e le romane lo hanno cercato?
“Qualche telefonata mi è arrivata, ma niente ufficiale. Prima l’Arsenal deve avere l’ok del mister per la cessione, e poi penso che i Gunners vorranno venderlo a titolo definitivo. E’ normale che sia ricercato dalle società italiane, è un giocatore molto moderno e ha già dimostrato di essere adatto alla Premier e alla Serie A. Ho avuto qualche telefonata ma niente di ufficiale, prima  comunque dobbiamo conoscere pubblicamente la posizione del mister”. 

Un altro che si è dimostrato subito adatto all’Italia è Nandez. Il suo futuro sarà a Cagliari? C’è chi lo segue?
“Si è adattato molto velocemente e alla grande al calcio italiano, è diventato in pochissimo un referente del gruppo, d’altro canto è stato capitano più giovane del Peñarol, quindi sapevo che sarebbe riuscito ad imporsi anche a Cagliari. Al Cagliari ha dimostrato di essere un giocatore completo, è arrivata qualche proposta, una dall’Inghilterra, ma con il presidente abbiamo considerato che non era l’opportunità per partire. Adesso Nandez ha una clausola rescissoria. Sono sicuro che se andrà via da Cagliari, la gente lo ricorderà. La gente è stufa dello show del calcio, vuole il giocatore come Ramirez, che scende in campo con la testa sfasciata, o come Nandez che dà tutto quando deve combattere. Questa è la principale caratteristica del giocatore uruguaiano, abituato ad avere ‘garra’. Nandez penso che per intensità e qualità sarebbe perfetto per il campionato inglese, dove si corre molto. Potrebbe farlo come interno e come esterno. L’Uruguay ha tra i migliori centrocampisti al mondo, e lui è dentro a quella rosa”. 
Brian Rodriguez può arrivare in Italia? Chi lo vuole?
“E’ un giocatore che ha sofferto la crisi. Mi spiego meglio. E’ andato in Mls perché hanno messo sul piatto i soldi di cui aveva bisogno il Peñarol, valutandolo 12 milioni e dandogli uno stipendio alto. Per avere una crescita penso debba passare dall’Italia, a me ricorda Ruben Sosa in maniera più moderna. Sto parlando con tre società in Italia che sono interessate a tesserarlo, anche se la crisi sta un po’ bloccando un trasferimento che in passato sarebbe stato velocissimo. Sampdoria? Ne abbiamo parlato qualche tempo fa, ma non adesso”.

Il Benevento aveva chiesto Hernandez, non se n’è fatto niente: dove andrà?
“Me ne avevano parlato due agenti, anche un’altra società mi aveva domandato di Abel ma con il giocatore abbiamo deciso di tornare più vicino all’Uruguay per la questione pandemia. Abbiamo lasciato Qatar e siamo andati all’Internacional Porto Alegre. E’ società con un progetto importante, e Abel da quando ha 19 anni ha girato per tutta l’Europa, ma non ha mai giocato in Sudamerica. Voleva tornare vicino all’Uruguay perchè ha due figli ed è sposato, abbiamo fatto scelta sportiva e familiare”.

Benguché è un giocatore che le era stato raccomandato da un suo vecchio amico, David Suazo. E’ vero che lo aveva proposto in Italia?
“Suazo è stato il mio primo giocatore, adesso è un buon allenatore e da buon allenatore mi ha offerto un solo giocatore, Benguché, che è forte. David non ha sbagliato, perché mi ha segnalato un buon centravanti che farà bene in Europa. In Italia è difficile fare mercato per la questione del limite degli extracomunitari. Io personalmente non sono d’accordo con questa regola, in Belgio e Portogallo non ce l’hanno e il movimento è cresciuto ugualmente. Benguché l’ha preso il Boavista, che a sua volta è stato comprato dal Lille. Lo avevo proposto in Italia ma la questione extracomuniatari ha frenato tutto. E’ un blocco che fa male al calcio italiano”.

Lei aveva portato per primo Cavani in Italia. Pensa che possa tornare qui?
“Ne stavamo parlando anche noi perché c’era la possibilità Leeds, poi il club ha fatto altre scelte. In un mercato normale Cavani avrebbe già firmato con qualche squadra. Parliamo di giocatore top, sono pochi come lui al mondo. Qualche squadra si deve svegliare e prendere un attaccante così. Alla Juve? Cavani può giocare ovunque, dove vuole giocare lui gioca. E’ un centravanti di razza, dà tutto sul campo ed è un professionista di altissimo livello. Non mi sorprende nulla di Cavani. Solo mi sorprende che non abbia ancora firmato con qualcuno”.
 
Una curiosità: Bentancur ha anche provato l’esperienza dall’altra parte della barricata, come dirigente.
“Nel 2014 2015 con il Lugano, abbiamo preso la percentuale che era di un amico, Enrico Preziosi, e in 10 mesi abbiamo vinto il campionato. Il segreto è stato portare 5 uruguaiani, è stata un’esperienza in cui un agente impara tantissimo, perché capisci cosa voglia dire stare dall’altro lato. Adesso stiamo collaborando con una nuova squadra, il Bellinzona che era quasi fallito. La gente con molto lavoro l’ha portata fino al professionismo e mi hanno chiesto un aiuto, ora stiamo cercando di portare giocatori per vincere campionato e voglio ripetere esperienza fatta con il Lugano”.

Chi sono i due giocatori del futuro su cui punterebbe Bentancur?
“Abbiamo due giocatori in scadenza a giugno 2021, Abdallahi dell’Alaves e Dragusin della Juventus. Entrambi stanno parlando entrambi con le società per il rinnovo e sono due giocatori da seguire con attenzione. Dragusin è un 2002, sarà un uomo mercato dei giovani. Abdallahi può diventare una stella, ha giocato tre partite in Liga e l’Alaves vuole rinnovare e mettere una clausola da 40 milioni. Noi di solito lavoriamo con giocatori uruguaiani, deve esserci qualche motivo importante per trattare giocatori di altra nazionalità, ma con questi due andiamo sul sicuro”.

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