Sei punti e uno scontro diretto con la Juventus in programma fra due giornate. Il Chievo Verona è tornato a sognare e con la vittoria per 4-3 sulla Roma ha completato una serie di 6 partite consecutive senza sconfitte che hanno rilanciato i ragazzi di Paolo Mandelli verso il sogno di un piazzamento playoff. Fra i protagonisti della cavalcata clivense c'è anche e soprattutto Emanuele Zuelli mezzala e autentico talento classe 2001.

CHILOMETRI DI FATICA - Nato a Merano e cresciuto a Bolzano, Emanuele inizia a giocare prestissimo a calcio prima nell'FC Bolzano, poi nell'Alto Adige e infine nell'FC Gardena. Il Chievo lo nota in un'amichevole e gli offre di allenarsi nell'accademy gialloblù due volte a settimana. A 13 anni è un'occasione da non farsi scappare e, nonostante i 140 chilometri da percorrere avanti e indietro in giornata Emanuele accetta la sfida supportato dalla famiglia, sempre molto presente, che lo spinge però anche a non mollare con gli studi.

A UN PASSO DALLA JUVE - Le regole in vigore per i giovani minori di 14 anni sono molto limitanti in Italia e proprio per l'impossibilità di trasferirsi fuori regione Emanuele non vede concretizzarsi il suo passaggio alla Juventus. Sempre nel corso di un torneo regionale in Trentino, infatti, gli scout del club bianconero lo notano e lo invitano a Vinovo per un provino durato 3 giorni. Un'esperienza unica che si concretizza in offerta soltanto 9 mesi dopo (per le sopracitate regole) quando però Zuelli ha già scelto di trasferirsi a Verona sposando la causa del Chievo Verona. VISIONE E VERTICALITÀ - Più trequartista che mezzala, Zuelli non è un talento puro, ma (seppur partendo da ottime basi) è frutto di un incredibile lavoro sul campo e di una passione innata coltivata nel tempo. Nel corso degli anni ha lavorato tantissimo su tecnica di base e lettura delle azioni arrivando oggi a calciare indifferentemente con entrambi i piedi e, soprattutto, ad avere un lancio verticale preciso e in ritmo di oltre 20/30 metri. Il gol del 4-2 di Musa Juwara è l'emblema della visione di gioco di Emanuele.

DA ULTIMO AL SOGNO SCUDETTO - Ragazzo con la testa sulle spalle è portato per lo sport ed è bravissimo anche a ping pong altra autentica passione. Ama tornare a casa dalla mamma per le tipiche Crepes Trentine e adora l'hip hop italiano anche se Ultimo, uno dei suoi artisti preferiti, non è l'aggettivo che gli si addice. Non vuole avere rimpianti e in questa stagione ha un unico grande sogno. Dopo aver toccato più volte l'ambiente della prima squadra sia con D'Anna che con Ventura oggi vuole conquistare prima i playoff e poi lo scudetto con la Primavera del Chievo. Un sogno alla portata, ma per cui dovrà macinare ancora tanti chilometri. Come quando era un ragazzino e sconfinava dal Trentino Alto Adige in direzione Verona.