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Non intendo partecipare al dibattito sull’Allegri-out o Allegri-in, del tutto fine a se stesso in quanto non esiste all’orizzonte la benché minima ipotesi di un nuovo cambio di panchina alla Juventus. Questo può trovarci d’accordo oppure no, ma bisogna attenersi alla realtà dei fatti, i quali dicono che Allegri continuerà ad allenare la Juve anche la prossima stagione, forte di un contratto quadriennale e – soprattutto – della fiducia del presidente Agnelli.

Mi permetto piuttosto di rinnovare proprio ad Allegri una richiesta, rimasta finora inascoltata: la smetta di mentire nelle conferenze stampa post-partita. Lo ha fatto spesso durante questa stagione, lo ha rifatto alla grande pure dopo quella con la Fiorentina. Dicendo cose del tutto irricevibili.

Tipo questa: “abbiamo concluso degnamente una stagione”. Pronunciata dopo a Firenze una delle peggiori prestazioni della squadra (0 tiri in porta in 93 minuti) ed una sconfitta ultra-meritata, per pochezza di gioco ed impegno espressi in campo. Non solo: dopo aver raggranellato un solo punto nelle ultime tre partite, uscendo sconfitti prima con una squadra che è retrocessa (il Genoa) e poi con un’altra che – fino a sabato – aveva segnato meno gol della stessa Juve e che nelle ultime 5 giornate di campionato ne aveva perse tre.

Non si può nemmeno giustificare l’ottava sconfitta coi “festeggiamenti” per gli addii di Chiellini & Dybala, avvenuti lunedì scorso, dicendo che la squadra “si era allenata un giorno e mezzo” perché – tolto il giorno di riposo concesso dopo la gara con la Lazio – ne erano rimasti tre per preparare con serietà quest’ultima gara con la Fiorentina. E non c’entra nemmeno nulla se contasse solo per i viola ai fini dell’ingresso in Conference League, perché dovrebbe esistere un minimo di dignità da parte dello sfidante, soprattutto quando si chiama Juventus.
Anzi, il confronto con la squadra di Italiano, sarebbe potuto servire per provare qualcosa di nuovo, l’occasione per uscire dagli schemi di un calcio giurassico, provando a farlo in un modo diverso. Invece, dopo il vantaggio raggiunto dai viola con Duncan (dopo un pasticcio difensivo che non depone a favore di un ritrovata compattezza dell’intero reparto) abbiamo assistito a qualcosa di davvero inedito: la difesa dello svantaggio. Tutti dietro (solito spartito) nella speranza di limitare i danni, che grazie ad una doppia paratona di Pinsoglio è stato meno pesante del 2-0, arrivato poi su un rigore scolastico.

Dopo uno scempio del genere, Allegri è riuscito a rivedere e correggere persino l’antico motto juventino del “vincere è l’unica cosa che conta” rimodellandolo in un “conta vincere, ma anche arrivare in Champions”. E magari si aspettava pure l’applauso a chiusura di una delle peggiori stagioni di sempre, deprimente per totale assenza di contenuti e chiusa senza un trofeo. Come con Del Neri, Ferrara e Zaccheroni. Non come con Pirlo, riuscito a fare più punti di lui in campionato e centrare ben 2 trofei.

Al netto di tutti gli accidenti incontrati in corso d’opera, Allegri dovrebbe smetterla di mentire a random e assumersi anche le proprie responsabilità di questo sfacelo. In fin dei conti, ad allenare la Juventus è lui.