Alla fine ci svegliammo all’improvviso tutti sudati, gridando “Noooooo!”. ll sogno è finito, siamo stati immediatamente catapultati di nuovo nella cruda attualità del mondo reale, con la panchina della Juve ancora vuota ma che ormai sappiamo con quasi totale certezza che, nella prossima stagione, non verrà occupata da Joseph Guardiola ma, molto probabilmente, da Maurizio Sarri. La Juve ha provato il colpaccio, ma non gli è riuscito: Pep resterà a Manchester e, come ha dichiarato lui stesso, ripartendo di nuovo da zero col City e provando a vincere tutto, in un nuovo, avvincente duello col collega Jurgen Klopp. Niente Juve, almeno nell’immediato. In futuro, chissà.

Guardiola – come scrissi più volte in questa rubrica – la sua disponibilità a trasferirsi alla Juventus l’aveva anche data, a gennaio scorso, al ds bianconero Paratici, ma solo a partire dalla stagione 20/21 quando il suo contratto entrerà in scadenza e potrebbero esserci spiragli per trattare una sua uscita indolore dai Citizens. Di sicuro la stagione successiva, in caso di mancato rinnovo. Ora no, anche se un tentativo a forzare la situazione la Juventus ha provato a farlo, ma purtroppo non ha prodotto risultati, se non l’irrigidimento del Manchester City.

Per gli irriducibili resterebbe un’ultima carta da giocare, e cioè quella della clausola Champions legata al contratto del tecnico iberico: in caso di mancata partecipazione del City alla massima competizione continentale, Guardiola potrebbe chiedere la rescissione immediata. E questo potrebbe avvenire già a metà di questa settimana, quando la Uefa emetterà la prima sentenza nei confronti del Manchester City per mancato rispetto delle regole sul FPF fin dai tempi in cui i Citizens erano allenati da Mancini, dopodiché si registrarono violazioni costanti nelle stagioni successive. Il che darebbe per scontata la squalificata del City almeno dalla prossima edizione di Champions, con possibilità pure sulla seconda.

Qualunque sarà la decisione di Nyon, il City presenterà ricorso, allungando nuovamente i tempi per una decisione definitiva. L’appello potrebbe essere discusso già a metà mese con conseguente emissione del verdetto entro il 15 giugno, ma sono ipotesi. Ricordo che per prendere una decisione definitiva nei confronti del Psg impiegarono 8 mesi (e si risolse tutto con una multa) e da metà aprile scorso siamo ancora in attesa di conoscere la decisione presa sul Milan (già sotto sanzione). 

Eppoi, non sono così sicuro che UEFA squalificherà per davvero il club dell’emiro Al Thani, alla luce di un particolare non di poco conto. Il Manchester City Group ha acquisito, nel 2014, il 20% di quote azionarie della squadra giapponese Yokohama Marinos, creando così una partnership con la Nissan, la casa automobilistica nipponica proprietaria del club. A sua volta la Nissan , proprio dal 2014 – guardate la coincidenza – è diventata sponsor della Uefa Champions League, accordo che è stato proprio di recente prolungato fino al 2021 includendo pure le finali di Supercoppa europea.

A questo punto mi chiedo, e vi chiedo, se ritenete possibile, in un mondo come quello del pallone costantemente a caccia di soldi per arricchire l’intero movimento, e attorno al quale ruotano interessi che esulano dal puro evento calcistico, che la principale organizzazione politica del football continentale squalifichi non solo per una, ma addirittura due edizioni consecutive dal suo principale torneo un club in grado di veicolare coi propri partner milioni di euro nelle casse di Nyon? La vedo dura. Poi però il presidente Ceferìn potrebbe dimostrarsi ,al contrario, del tutto intransigente e fregarsene di queste “coincidenze” e usare il pugno duro nei confronti del City. In quel caso potrebbe riaprirsi uno spiraglio per Guardiola alla Juve.

Sempre che la Juventus possa permettersi di tenere bloccato Sarri fin quando la UEFA non si sarà pronunciata in modo definitivo nei confronti del Machester City. Lo trovo inverosimile. Però magari qualcuno preferisce ugualmente riaddormentarsi e tornare a sognare.