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  • Chirico: 'Quanto conta la Juve per Chiellini? Non riesce a dire addio alla Nazionale, decida Agnelli per lui'

    Chirico: 'Quanto conta la Juve per Chiellini? Non riesce a dire addio alla Nazionale, decida Agnelli per lui'

    • Marcello Chirico
      Marcello Chirico
    Mi sono rifiutato di guardare Turchia – Italia, una delle partite più inutile della storia del calcio, azzurro e mondiale. E questo nonostante mi ritenga molto patriottico (che non significa sovranista) e amante del tricolore, ma la seconda eliminazione di fila dai campionati del mondo mi ha fatto davvero incavolare. Vi dirò di più: non ho voluto guardare la gara con la Turchia anche per evitare di dover vedere sgambettare sulla pelouse anatolica con la maglietta azzurra addosso ancora una volta Giorgio Chiellini. Il capitano, certo, l’eroe dell’Europeo, il professore universitario della difesa, tutto quello che volete, ma anche un giocatore di 37 anni costretto a centellinare le proprie prestazioni.

    Capisco l’attaccamento, per certi versi morboso, di Giorgio alla Nazionale, e il suo legittimo desiderio di poterci ancora giocare qualche partita. essendo saltata la possibilità di disputarci insieme l’ultimo mondiale della carriera, però tutto ha un limite. E se non ce la fa lui a dire addio a quella maglia, qualcuno dovrebbe indurlo a farlo, e quel qualcuno potrebbe essere solo Andrea Agnelli, che invece pare assecondarne la cocciuta volontà di giocarci ancora. Perché, penso sia questa la ratio, non si può impedire ad un calciatore che tanto ha dato alla Juventus il legittimo desiderio di giocare per la squadra della propria nazione.

    Per carità, una dedizione alla patria ammirevole, se non ci fosse di mezzo una condizione fisica parecchio precaria che, solo nella stagione in corso, l’ha tenuto lontano dal campo 71 giorni, facendogli saltare ben 15 partite con la Juventus. Che di uno come Chiellini avrebbe bisogno sempre, perché c’è una bella differenza quando lì dietro gioca Giorgio oppure un altro al suo posto.

    Lo sa pure Mancini, che infatti puntualmente lo convoca ad ogni raduno della Nazionale, pur sapendo che Chiellini non può garantirgli una presenza costante in campo. Però il CT se lo porta lo stesso, e appena può lo schiera titolare. Anche in partite inutili come quella appunto con la Turchia, dove lo ha tenuto dentro per un’ora e mezza e ha fatto stare il sottoscritto in apprensione per tutto il tempo, anche se – ribadisco - la partita non la stavo vedendo. Però tra di me pensavo: “speriamo non si faccia male, domenica c’è l’Inter”.

    Me lo ripetevo di continuo nella testa, e appena un amico mi ha comunicato che alla mezzora del 2° tempo era stato sostituito, non ho esclamato “meno male!” ma ho chiesto : “Ha avuto per caso qualche problema?”, perché quando trattasi di Chiellini pensi subito al peggio. Adesso bisogna incrociare le dita, sperando che da qui a domenica non abbia qualche risentimento, causa proprio l’ora e mezza di inutile partita turca.

    Queste preoccupazioni dovrebbe averle per primo il diretto interessato, ma a quanto pare il problema non se lo pone proprio: mondiale o non mondiale, lui la sua partita con l’Italia se l’è voluta giocare lo stesso, anche se non valeva una cippa. Perché l’Italia e l’Italia. E la Juventus? Quanto conta ancora per Chiello? Tanto, abbastanza o poco? Ricordo che la scorsa estate alla Continassa sacrificarono sull’altare del bilancio Demiral, preferendo puntare ancora sul vecchio e logoro capitano, rinnovandogli il contratto per un altro biennio. Per utilizzarlo con la Juve, o consentirgli di andare ancora in Nazionale? Solo in quest’ultima edizione di Champions League, Chiellini ha giocato in tutto 7 minuti, col Chelsea, uscendo immediatamente per ennesimo infortunio muscolare. Tutte le altre le ha saltate, comprese le ultime due col Villareal. Però a Konya c’era.

    Adesso pare voglia solo giocare un’ultima partita in azzurro, quella d’addio. Speriamo. Poi però Giorgio non rescinderai mica il contratto con la Juve e te ne emigrerai in Usa, eh! Altrimenti davvero dobbiamo pensare che avevi firmato un biennale solo per tenerti allenato in vista del Qatar.

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