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La domandona resta sempre la stessa: si tornerà a giocare a calcio? E quindi a disputare campionati e coppe? Risposta: boh! Dipende dagli umori del coronavirus, se allenterà la morsa, se col caldo scomparirà, se troveranno un antidoto efficace. Troppi se. Allo stato attuale dell’emergenza Covid-19, è impossibile dare certezze. I signori del calcio sfoderano però ottimismo e , da Roma a Nyon, pensano/sperano di poterci riuscire. Magari anche a porte chiuse e con tamponi a go-go , ma non demordono. Ci credono.

Non dovessero riuscirci, causa mancanza delle necessarie condizioni di sicurezza, resterebbe la soluzione B. Quella che in tanti preferirebbero evitare, a cominciare dalla FIGC. Ovvero: annullamento delle competizioni internazionali e assegnazione forzata dei titoli nazionali. Perché il presidente Uefa Ceferin è stato chiaro: sarà opportuno determinare comunque i campioni delle rispettive leghe. Serie A compresa. Questo significa, congelamento dei singoli tornei all’ultima giornata disputata e definizione di vincitori, posti Champions, Europa League e retrocessioni sulla base dei piazzamenti. In Italia significherebbe scudetto alla Juventus. Praticamente un incubo per molti.

La posizione in merito dell’interessata pare nota: se il campionato non lo si terminerà sul campo, alla Juventus non gradirebbero ricevere un titolo a tavolino. Non esistono agli atti  comunicazioni ufficiali in questo senso, solo un like messo su Twitter dal presidente Agnelli alla proposta di un tifoso di rispondere, nel caso di attribuzione forzata dello scudetto, con un secco “no grazie”. Se però il presidente federale Gravina continua a ribadire che la Juve non vuole questo scudetto, deduco abbia avuto con Agnelli un colloquio informale in questo senso. Però Gravina non può nemmeno farsi forte di questo diniego per evitare di prendere in considerazione l’eventualità di doverlo assegnare per forza questo benedetto scudetto, pur  tra i mal di pancia della Lega e quel “sentimento popolare” tanto caro agli inquilini di via Allegri. Se la Uefa la obbligherà a decretare un vincitore del campionato 2019/20, la FIGC dovrà assegnare quel titolo alla Juventus. Senza se e senza ma.
Agnelli poi potrà poi ribadire ufficialmente il proprio “no grazie” ad un tricolore non gradito perché non vinto totalmente sul campo, ma nell’albo d’oro federale il torneo 2019/20 avrà comunque un vincitore. Perché stavolta quel nome non potrà essere sostituito, come per il 2004/05, con la didascalia “Non Assegnato”.  Ordine di Ceferin. La Juventus, dal canto suo, potrà non conteggiarlo nel proprio Albo d’Oro, ma per quello ufficiale della Serie A i titoli juventini non saranno più 35 ma 36. Una specie di parziale risarcimento postumo allo scippo di Calciopoli, perpetrato attraverso un processo  sportivo lampo, basato su prove deboli e incomplete alla luce di quanto emerso in seguito. Altrettanto inconsistenti sono state le successive sentenze, motivate con la mancanza di “competenza” specifica sul merito da parte di tutti i tribunali ai quali la Juventus ha presentato ricorso. Praticamente, delle non-risposte. 

Resteranno poi sempre il “cartone” ed un 37° titolo sul quale si esprimerà (come pure sul 36°) il Tribunale dei Diritti Umani di Strasburgo, esaminando il ricorso presentato da Giraudo. Scenari. Ovviamente tutti si spera di poter riprendere a giocare, evitando code indigeste.