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  • Da Jannacci e Vecchioni a J-Ax & Fedez, chi vince il derby della musica?

    Da Jannacci e Vecchioni a J-Ax & Fedez, chi vince il derby della musica?

    • Vanni Paleari
    "Luci a San Siro, di quella sera, che c’è di strano siamo stati tutti là". Cantava così Roberto Vecchioni a inizio anni ’70, raccontando con un estremo romanticismo nostalgico la Milano della sua gioventù, prendendo il quartiere di San Siro come punto di riferimento per la sua nostalgia. E stasera, quando si accenderanno le luci a San Siro, i milanesi amanti del calcio saranno di nuovo tutti là. Stadio esaurito per un Inter-Milan che ritrova gli sfarzi di un tempo grazie a nuove ambizioni europee e ai due bomber argentini al centro degli attacchi rossonerazzurri. Laddove ora sono forti le influenze del tango argentino, però, in passato è stato il cantautorato milanese a fare da colonna sonora al derby della Madonnina

    Negli anni ’20 e ’30, quando in campo era l’Ambrosiana Inter di Giuseppe Meazza a dominare Milano, nella musica tra una lirica alla Scala e uno swing nelle balere, il pianista D’Anzi scrisse una serie di successi diventati classici, tra cui spicca il vero e proprio inno cittadino meneghino: O mia bela Madunina, composto nel 1934. 

    Si prosegue poi con il dopoguerra, quando al Milan del trio svedese Gre-No-Li prima e dell’armata del Paròn Nereo Rocco poi, si contrapponeva la Grande Inter di Helenio Herrera con il culmine nell’emozionante dualismo Mazzola-Rivera. Nella musica quelli furono gli anni del primo cambio di rotta nella Milano a sette note, con la nascita della nuova canzone milanese. Cambiarono le tematiche (comicità, ironia, malavita e denuncia sociale soprattutto verso il perbenismo borghese di allora), i suoni (chitarra e voce univano cantautorato, anche dialettale, a cabaret) e i luoghi di aggregazione, fucina di nuovi talenti. Erano gli anni del Derby Club, del Piccolo Teatro e del Teatro Gerolamo, dove si esibivano tra gli altri Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Dario Fo, Cochi e Renato, Umberto Simonetta (quello della Ballata del Cerutti), Ornella Vanoni e Nanni Svampa. In quel periodo muove i primi passi e in poco tempo dilaga e spopola con il suo rock and roll il “molleggiato” Adriano Celentano

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    Gli anni ottanta, sul campo, furono i primi dell’era Pellegrini all’Inter e Berlusconi al Milan e delle sfide tra i fratelli Baresi sul terreno di gioco. E mentre le stracittadine sono decise dai gol di Altobelli, Beccalossi, Rumenigge, Virdis, Hateley o dagli autogol di Riccardo Ferri (per citare l’interista doc Ligabue), sui palchi milanesi la scena si divide tra il cantautorato impegnato e colto di Eugenio Finardi e Fabio Concato, l’onda punk, post punk e new wave soffiata dai Decibel dell’interista Enrico Ruggeri, i Krisma e Alberto Camerini e il rock demenzialmente progressivo degli Elio e Le Storie Tese

    Nei novanta sono celebri i derby sull’asse Olanda-Germania, con i tre tulipani rossoneri Gullit, Van Bastene e Rijkaard che sfidano i tedeschi nerazzurri Matthaus, Brehme e Klinsmann, culminata con il derby Mondiale proprio a San Siro tra Germania Ovest-Olanda negli ottavi di finale di Italia ’90. Nella musica sono gli anni della scena alternativa e underground milanese, guidata dagli Afterhours di Manuel Agnelli, di cui facevano parte i La Crus e i più reggae e rocksteady Casino Royale e Bluebeaters. 

    I derby del nuovo millennio sono stati i più internazionali di tutti, almeno nel primo decennio, con le uniche due stracittadine mai giocate in Champions League (semifinale 2002-2003 e quarti 2004-2005) e le coppe campioni vinte dal Milan di Ancelotti e l’Inter di Mourinho. A una risonanza internazionale corrisponde il genere musicale con più ampio respiro di influenze globali sulla scena milanese: il rap. Sono di quel decennio i successi di Club Dogo, Fedez e dei milanesi di adozione J-Ax, Marracash e Fabri Fibra. Agli ultimi, più stentati e a volte poco risonanti derby della Madonnina, corrisponde la diffusione della scena indie, indie-pop e indie-rap. Un ritorno ai testi impegnati e alle sonorità più ricercate che a Milano si sviluppa nei club e nei circoli, dal Rocket al Magnolia, dai Magazzini Generali al Tunnel, per arrivare alle radio e al pubblico mainstream e che vede tra i principali protagonisti Dente, Dargen D’Amico, i Ministri, i Canova, Frah Quintale e i Coma_Cose. 
    Insomma ce n’è per tutti i gusti e generi, la line up di avvicinamento è segnata, ora non resta che attendere il concerto principale, un derby che finalmente dopo tanti anni può tornare a fare l’headliner a San Siro. 
     

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