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Da esubero oneroso a indispensabile per necessità, per Arthur tutto è cambiato nel giro di un mese. A gennaio le valigie erano pronte, il brasiliano era il primo indiziato a lasciare la Juventus per fare a spazio Zakaria, complice un feeling mai sbocciato con l'ambiente bianconero e, poi, anche con Max Allegri. L'Arsenal era più che una semplice voce, era un'opzione concreta e tenuta in piedi fino all'ultimo giorno utile visto l'accordo tra i londinesi e il giocatore: troppa distanza però tra la proposta dei Gunners, un prestito secco anche oneroso, e la richiesta della Juve, che spingeva per arrivare a una soluzione a titolo definitivo, anche a lungo termine. Ci ha pensato poi la cessione di Bentancur al Tottenham a mettere la parola fine a ogni velleità di separazione.
FATTORE A - Ora, a poche settimane di distanza da quei giorni di trattativa, per Arthur la situazione è drasticamente cambiata: ora la Juve ha bisogno di lui. O meglio, ha bisogno di quel centrocampista che aveva stregato il Barcellona ai tempi del Gremio. L'emergenza infortuni che sta vivendo la formazione torinese è sotto gli occhi di tutti e il reparto più colpito è stato proprio quello centrale, con Zakaria che ha raggiunto McKennie in infermeria. La virata di Allegri verso il 4-4-2 con Rabiot esterno lascia di fatto il tecnico con due sole opzioni di ruolo in mezzo al campo, Arthur appunto e Locatelli, in attesa del rientro di Bernardeschi per poter accentrare nuovamente Rabiot. Questo per il brasiliano vuol dire avere l'occasione di incrementare il proprio minutaggio in questo 2022, che lo ha visto sì giocare con continuità ma non sempre da titolare (3 volte in campionato, 2 in Coppa Italia). E per Allegri significa avere l'opportunità di variare qualcosa nell'atteggiamento tattico della squadra, che si ritrova ad agire con due registi, diversi per caratteristiche tecniche e atletiche ma entrambi in grado di variare l'uscita con il pallone dalla difesa. A patto questo, ovviamente, di incrementare anche il rendimento proprio del brasiliano, spesso galleggiante tra sufficienze striminzite e mezze bocciature. Passaggio fondamentale, perché un mese fa la Juventus era pronto a scartarlo: il riscatto passa dal campo, l'emergenza infortuni offre una chance preziosa ad Arthur.