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Nella hall of fame dello sport italiano il suo nome è inciso a caratteri cubitali. E non potrebbe essere altrimenti per chi nel proprio palmares personale vanta tra le altre cose un oro mondiale (vinto con un suo gol decisivo alla Serbia a fil di sirena nel 2011) e un argento olimpico con la Nazionale di pallanuoto, oltre a una miriade di successi con i club, tra cui dieci scudetti e sei Coppe dei Campioni. Ma l’attitudine al successo di Maurizio Felugo non si è esaurita con l’uscita dalla vasca avvenuta ormai quattro anni fa. Dal 2016 il Francesco Totti dell’acqua clorata ha continuato ad alzare trofei a ripetizione come presidente della Pro Recco, il club pallanuotistico più vincente al mondo.

Calciomercato.com lo ha contattato in esclusiva nella sua casa di Chiavari per parlare con lui di waterpolo, calcio e non solo.
 
Buongiorno Felugo, come sta vivendo questo periodo di quarantena? “Un po’ come tutti, stando in casa con la famiglia. Stiamo affrontando un periodo storico strano che nessuno si aspettava di vivere in questa maniera e così a lungo. Non è facile ma bisogna farlo per il bene di tutti e magari cercare di vederne il lato positivo. Per me che sono spesso via per lavoro queste settimane rappresentano un momento importante per godermi finalmente un po’ di tempo assieme a mia moglie e ai miei tre figli”.
 
Come organizzate le vostre giornate? “Direi piuttosto bene, nel senso che cerchiamo sempre qualcosa da fare tutti assieme. Ci dedichiamo ai compiti, giochiamo, improvvisiamo un po’ di cucina e anche qualche balletto, senza tralasciare un minimo di attività sportiva. Compatibilmente con gli spazi domestici riusciamo infatti a non rinunciare agli esercizi fisici, facendoli in maniera insolita ma sempre divertente”.
 
Venendo allo sport vero e proprio, anche il campionato di pallanuoto, che come sempre vede la Pro Recco protagonista assoluta, è ovviamente fermo. Quali sono le prospettive di ripresa? “Anche la nostra Federazione, come tutte le altre, sta giustamente attendendo lo sviluppo degli eventi per capire come muoversi. Lo slittamento delle Olimpiadi di Tokyo dovrebbe permetterci di finire quanto meno i tornei nazionali. In Serie A1 restano da giocare ancora nove turni di regular season, più l’appendice di play-off e play-out, il che significa che certamente si arriverà a giocare anche in piena estate. Ma non credo sia un problema perchè nonostante i molti grattacapi che affliggono il nostro settore rientrare in acqua è ciò che tutti auspichiamo. Se non altro perchè ciò significherebbe che l’emergenza è finalmente alla spalle. Nel frattempo ciò che possiamo fare è tifare per chi ogni giorno lotta per noi per sconfiggere questo terribile virus e per tenere in piedi il Paese”.
 
A giugno Recco, per la prima volta nella sua secolare e gloriosa storia sportiva, avrebbe dovuto ospitare le Final Eight di Champions League. Un evento atteso da sempre che ora corre il serissimo rischio di essere cancellato: “E’ inutile nascondere come in Europa la situazione sia ben più complicata. Le gare che mancano sono tantissime ma la cosa più difficile sarà capire come e quando si potrà tornare a viaggiare da uno stato all’altro. Purtroppo l’emergenza nel continente sta procedendo su tempi diversi e questo non aiuta. La possibilità che le competizioni europee non giungano a termine sono davvero molto alte. Di certo c’è solo che Recco dovrà attendere ancora per ospitare questo straordinario evento”.
 
La Pro Recco, sia per blasone che per impostazione societaria, è considerata la Juventus della pallanuoto. Un parallelismo giustificato dalle rispettive bacheche e consolidato recentemente da alcune iniziative di stretto contatto tra la vostra e la loro dirigenza: “Essere accostati a loro è per noi un grande onore. Credo che, aldilà del tifo, nessuno possa negare che soprattutto con l’avvento dell’attuale management la Juventus rappresenti un punto di riferimento assoluto per qualunque società sportiva italiana. Noi siamo stati fortunati ad avere la possibilità di partecipare a qualche evento con loro. Iniziative per lo più promozionali, che hanno consentito di avvicinare due club molto diversi ma accomunati dall’identica mentalità vincente”.
 
Un filo rinsaldato dalla sua passione personale per la Vecchia Signora: “Sono cresciuto in una famiglia di juventini doc e sia io che i miei fratelli abbiamo appreso questo legame da nostro papà e da nostro nonno. In casa nostra, fin dai tempi di Platini, non c’è mai stata alternativa ai colori bianconeri”.
 

Beh, in realtà una piccola eccezione cromatica ci sarebbe.... “In effetti oltre a quella bianconera in famiglia sventoliamo anche la bandiera biancoceleste. Tinte della Pro Recco ma anche della Virtus Entella, la squadra della mia città, per la quale nutro un grandissimo affetto e che quando posso vado a seguire in Gradinata Sud al Comunale. Credo che il loro sia un piccolo grande miracolo sportivo, reso possibile dalla passione e dalla competenza di una grande persona qual è il presidente Antonio Gozzi”.
 
In carriera, tra Pro Recco e Posillipo, ha vinto ben sei Coppe dei Campioni. Da tifoso della Juve invece non l’è andata finora altrettanto bene. Crede nella maledizione Champions? “No. Anche perchè io non la vivo affatto come un’ossessione e ritengo che sia anche ingeneroso giudicare il lavoro di una società basandosi soltanto sul risultato finale. Da ex giocatore so quanto sia difficile vincerla. Il successo dipende da moltissimi fattori, non tutti affrontabili scientificamente. La cosa importante è essere attrezzati per riuscirci e senza dubbio la Juve degli ultimi anni lo è. E’ solo questione di tempo, sono convinto che prima o poi quel giorno tanto atteso arriverà”.
 
Tornando all’acqua clorata, il Settebello di Sandro Campagna campione del mondo in carica era una delle favorite alla conquista dell’oro olimpico. Pensa che il rinvio di un anno possa modificarne le ambizioni? “Il percorso della nostra pallanuoto ha radici solide e profonde e non penso che il rinvio delle Olimpiadi possa alterarne i valori. Negli ultimi anni l’Italia ha dimostrato di avere una grande organizzazione. A livello di nazionale siamo quasi sempre andati a medaglia nelle manifestazioni più importanti, sia a livello di prima squadra che di giovanili. Merito di una squadra di tecnici federali molto ben preparati e dei club che credono nei giovani, allenandoli quotidianamente e facendoli crescere giorno dopo giorno”.
Quasi come se fossero dei figli: "Esatto. A proposito, la devo lasciare. I bambini hanno già predisposto la cucina. Mi tocca tornare a lavorare…".