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Un dolorosissimo atterraggio dopo aver accarezzato l'idea che bastasse una massiccia infornata di giovani di talento per riavvicinarsi alle stelle raggiunte e toccate poco più di un anno fa con l'insperata apoteosi di Wembley. L'umiliante ko per mano della Germania è il più classico degli avvisi ai naviganti che il lavoro da fare per restituire credibilità alla Nazionale dopo il flop Mondiale è ancora molto. Un lavoro in profondità che non può essere giudicato per le alterne fortune della giovane Italia in una competizione particolare come la Nations League e con una collocazione temporale così anomala. Un lavoro che deve partire in primis dalla testa e che dovrà cancellare molto in fretta quel senso di appagamento e di presunzione che sembra essersi impadronita di un gruppo che ad un certo punto si è sentito infallibile, a partire dal suo commissario tecnico. E che ha in Gianluigi Donnarumma, miglior calciatore di Euro 2020, uno degli emblemi della repentina discesa negli inferi.

I SOLITI ERRORI - Il trionfo all'Europeo ha rappresentato per tanti componenti di quella spedizione il punto più alto delle proprie carriere e, nel caso dell'ex portiere del Milan, il trampolino di lancio per proporsi su palcoscenici economicamente più appaganti. La prima stagione lontano dall'Italia e dalla zona di confort ha presentato però immediatamente un conto salato: la concorrenza con Keylor Navas e la perdita di certe sicurezze - tra cui quella del posto del titolare - hanno fatto venire presto a galla i limiti caratteriali  di un ragazzo che è incappato in una serie di svarioni che ne hanno minato l'autostima. Errori che hanno l'aggravante di ripetersi con una certa frequenza e con dinamiche molto simili, come se su certi conclamate imperfezioni non si fosse lavorato con la necessaria meticolosità per ridurli il più possibile. Che Donnarumma abbia dei problemi nella gestione della palla coi piedi non è un mistero e la papera concessa con la Germania in occasione della rete di Werner non è altro che una riedizione di quanto combinato solo pochi giorni fa nella fase iniziale della partita contro l'Inghilterra. Giusto per rinfrescare la memoria al distratto e permaloso numero uno della nostra Nazionale, particolarmente agitato anche nelle interviste post-partita.
NAVAS RILANCIA LA SFIDA - Donnarumma ha dalla sua il vantaggio di essere ancora molto giovane e di possedere quindi margini di miglioramento ancora inesplorati nel suo modo di interpretare il ruolo, con o senza i piedi, a patto che l'approccio mentale diventi quello di un giocatore e di un ragazzo finalmente maturo. Che esca dal guscio che gli è stato creato attorno e che, piuttosto che proteggerlo, ha finito per esporlo alle prime vere difficoltà senza la necessaria consistenza caratteriale per superarle senza pagare dazio. Serve resettare tutto e subito, perché la prossima stagione è già alle porte e ad oggi la sfida interna a Parigi con Navas non si può considerare risolta: il PSG del nuovo consulente dell'ares tecnica Luis Campos e che avrà un altro allenatore al posto di Pochettino si ripresenterà infatti ai nastri di partenza con gli stessi irrisolti problemi di gestione di uno spogliatoio ricco di stelle gelose l'una dell'altra. Servirebbe fare uno scatto in avanti e andare oltre certe logiche, vero Gigio?