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  • Euro 2024, record di ct italiani: la nostra scuola produce talenti, ma perché nessuno sfonda in Italia?

    Euro 2024, record di ct italiani: la nostra scuola produce talenti, ma perché nessuno sfonda in Italia?

    • Giancarlo Padovan
      Giancarlo Padovan
    Non era mai accaduto che una nazione portasse cinque allenatori ad un campionato europeo. Succede, invece, all’Italia che in Germania, oltre a Luciano Spalletti, avrà Vincenzo Montella con la Turchia, Domenico Tedesco che ha qualificato il Belgio, Marco Rossi c.t. dell’Ungheria, Francesco Calzona, alla guida della Slovacchia. Forse l’impresa più rilevante è proprio la sua e per due buone ragioni. La prima: la Slovacchia non è esattamente la più forte tra le nazionali continentali. La seconda: Calzona è quasi del tutto sconosciuto in Italia, tranne che tra gli addetti ai lavori, che lo abbinano a Maurizio Sarri, del quale è stato assistente allenatore per lungo tempo. Motivo di più per esserne orgogliosi. 

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    Il riconoscimento del valore della scuola italiana è nei fatti, anche se è naturale porsi qualche domanda. Per esempio, perché Montella non ha sfondato alla Fiorentina o nel Milan? Possibile che, dopo un quadriennio come quello di Marco Rossi all’Ungheria, nessuna squadra di club lo abbia cercato? Domenico Tedesco è bravo solo se fa l’emigrante? 

    Ora, è ben vero che lavorare da commissario tecnico è diverso che farlo da allenatore, però mi sembra strano che l’Italia debba esportare tanta conoscenza quando il nostro calcio è tra i meno identitari e affascinanti del mondo. 
    Investire di più su tecnici italiani non è obbligatorio, anche se - risultati alla mano – sarebbe vantaggioso. Oltre ai successi, c’è anche l’aspetto economico, come testimoniano gli ingaggi dei nostri connazionali all’estero. Tutti guadagnano bene, ma nessuno diventa milionario con i soldi delle Federazioni, non quelle di seconda fascia. Allenare è il mestiere più bello del mondo e tutti lo vogliono fare. Purtroppo anche quelli che non lo sanno fare. 
     

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