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Nelle ultime tre giornate, Roma e Lazio hanno conquistato diciotto punti: nove a testa, en-plein. In generale, nessuna delle due perde dal 25 settembre quando i giallorossi caddero in casa con l’Atalanta e i biancocelesti a San Siro contro l’inter.

Da allora, Roma e Lazio vanno a braccetto e assieme hanno risalito la classifica fino a occupare due posti che, oggi, varrebbero la Champions. Un evento per due squadre che avevano cominciato il campionato senza continuità e per due società che - dopo i fasti di quasi vent’anni fa - sono pian piano scivolate lontane dal vertice. Tant’è vero che i biancocelesti non sono tra le favorite per lo scudetto dai gloriosi tempi di Cragnotti e ormai anche i giallorossi non vengono più considerati come alternative credibili alla Juve. Giustamente, peraltro.

Cos’è successo, dunque? Se vogliamo provare a personalizzare questo doppio momento d’oro, individuiamo i protagonisti in Fonseca da una parte e Lotito dall’altra. E spieghiamo il motivo.

L’allenatore della Roma ha saputo trasformare un’emergenza devastante (Pellegrini, Cristante, Diawara, Under, Mkhitarian, Kalinic, Zappacosta…) in energia positiva: ha capito che la sua concezione di calcio, offensiva e un po’ sbarazzina, non andava bene in un momento così complicato, perciò ha dato stabilità alla squadra e ne ha sfruttato tutte, ma proprio tutte le doti rimaste. Quanto al presidente della Lazio, è evidente il suo tentativo di far compiere ai biancocelesti un salto di qualità: anche quest’anno non ha ceduto nessuno e ha rafforzato il gruppo con pochi ma mirati inserimenti.

Roma e Lazio nell’ultimo mese sono state le squadre più belle d’Italia, grazie alle capacità tecniche di molti calciatori e al lavoro di Fonseca e Inzaghi. Non sappiamo quanto potrà durare questo momento, di sicuro le prospettive sono profondamente cambiate rispetto a quaranta giorni fa. Ora la capitale può sognare la Champions. Non è poco.

@steagresti