13
Non è finita, ma per ricominciare c’è ancora bisogno di qualche settimana. Il secondo round tra Dan Friedkin e James Pallotta per tornare a parlare della cessione dell’As Roma è iniziato ma deve ancora entrare nella fase calda dopo la sospensione del primo a causa dell’esplosione della pandemia. A febbraio sembrava tutto pronto dopo gli incontri nella sede dell’Eur tra il numero due del Gruppo Friedkin (Marc Watts) e la dirigenza giallorossa. Poi il mondo si è fermato, e di conseguenza anche la trattativa su cui comunque bisognava ancora limare gli ultimi dettagli. 

In queste ore, però, è venuta a galla l'ultima offerta presentata dal magnate texano che ha un patrimonio da 5 miliardi di dollari  ed è CEO di Gulf States Toyota Distributors nonché presidente e CEO della Friedkin Companies. La Roma sarebbe gestita in prima persona dal figlio Ryan che è anche regista e produttore cinematografico. 
CIFRE -  Si parla di circa 550 milioni di euro. Di questi però circa 300 milioni sono rappresentati da debito come verrà confermato dal bilancio di fine giugno mentre 190 milioni è stato il valore assegnato agli asset della società. Di questi circa 20 milioni sono il valore assegnato alle società satellite che hanno in portafoglio, per esempio gli immobili di Trigoria oppure quello creato ad hoc per la questione stadio. Mentre i restanti 170 milioni sono il valore assegnato alla Roma in quanto tale. Quindi Pallotta e i suoi soci, che detengono una quota di controllo della Roma, di circa l’88%, avrebbero avuto in pagamento circa 177 milioni da una eventuale cessione. Più di 100 milioni in meno rispetto all’offerta di febbraio. Nell'offerta sarebbe compresa anche un versamento nelle casse societarie di circa 90 milioni, 60 come fine dell'aumento di capitale già varato e 30 per ulteriore necessità di liquidità che serviranno per affrontare la prossima stagione, in attesa degli sviluppi del mercato. Secondo le ultimi indiscrezioni Pallotta avrebbe rifiutato visto che nel club ha investito in questi 10 anni circa 270 milioni. In realtà un’offerta vera e propria ancora non è arrivata anche perché Friedkin (che ha ripreso i contatti con Pallotta) vuole attendere la ripresa effettiva del campionato e avere ulteriori garanzie sullo stadio.  Per quest’ultimo punto la questione sembra essersi messa nella posizione giusta ma servirà che il magnate ceco Vitek concluda entro il 30 giugno l’acquisizione dei terreni di Tor di Valle. Un'operazione che, dal 2023 in poi, porterebbe costanti iniezioni di liquidità a tutta la società. Se tutto andrà a dama Friedkin potrebbe rivedere a un leggero rialzo (600 milioni) l’offerta. A quel punto starà a Pallotta decidere il futuro del club. Con i soci americani che però spingono da tempo per la cessione.