Tre gol al Napoli, cinque al Frosinone. La Sampdoria irrompe sul campionato. E in Ciociaria disintegra un sortilegio malefico. Nessuna vittoria in trasferta contro squadre neopromosse negli ultimi quattro anni. Roba da mal di testa cronico. Da benedizione collettiva al santuario della Madonna della Guardia. Per via dei miseri 15 punti raccattati lontano da Genova lo scorso campionato la Sampdoria si era giocata la qualificazione in Europa. Era tempo di cambiar musica e finalmente lo spartito ha giustificato le ambizioni sbandierate. Il Frosinone è stato un degno sparring partner soltanto per 35’ del primo tempo. I primi dieci si era rintanato nella propria metà campo, intimorito, forse, dal blasone dell’avversaria. Il gol di Quagliarella, facile facile, innescato dal’inesauribile Barreto e propiziato dall’errore marchiano di Brighenti (per Fabio è il numero 49 in blucerchiato il 129esimo in serie A, raggiunti gli juventini Borel e Bettega) lasciava presagire la passeggiata. E invece la squadra di Longo ha reagito e ha annusato l’impresa. Ha sprecato un’occasione d’oro con Perica (uscita alta di Audero al limite dell’area di rigore), ha colpito una traversa con Brighenti e ha dato l’impressione di restare in partita fino all’ultimo. Macché. Nella ripresa, dopo appena due giri di orologio, il gancio destro al volo di Caprari, su assist del mitico Quagliarella, ha chiuso i conti. E spinato la strada alla manita blucerchiata. Da lì in poi, è stata pura accademia sampdoriana. Il Frosinone, sostenuto dal suo sportivissimo pubblico (applausi a Quagliarella al momento della sostituzione. Non capita ovunque) è andato in catalessi e la Sampdoria si è gustata la serata. Ramirez per l’acciaccato Caprari e Kownacki per il califfo Quagliarella hanno rinfrescato il copione di Giampaolo. Il terzo gol di un Defrel tarantolato e imprendibile per i difensori ciociari (quattro gol in due partite, capocannoniere interinale) ha permesso alla Sampdoria di scivolare sul velluto verso la goleada. Il rigore di Kownacki (atterramento da parte di Halfredsson) e il sigillo di Defrel allo scadere hanno mandato in paradiso i 400 tifosi arrivati da Genova e dintorni. Vittoria numero 700 della Sampdoria ma al di là delle statistiche si è finalmente ammirata una squadra solida e convinta, lontana dalla Sampdoria molle e irresoluta che aveva buttato via il campionato scorso. Giampaolo ha già annunciato un robusto turn over in vista del tour de force contro Fiorentina, Inter, Cagliari, Spal e Atalanta. Cinque partite in 12 giorni. Tornerà Praet per Saponara invece nessuna speranza di un recupero celere. 

Auspici lieti dunque per le due gare prossime, entrambe sul terreno di casa. Mercoledì il recupero con la Fiorentina, con la diserzione dei tifosi organizzati per protesta contro l’orario del match (ore 19) e sabato sera l’Inter. Lì si parra la nobilitate dei ragazzi di Giampaolo. Il tecnico incassa il 5-0, senza sciogliere troppi inni festosi alla squadra. Gli è piaciuto l’atteggiamento (salvo quella mezz’ora di improvvisa timidezza, quando i suoi hanno rinculato eccessivamente) e ha apprezzato lo spirito di corpo. Tutti hanno giocato per tutti, senza egoismi. L’esperimento del tridente Caprari-Quagliarella-Defrel ha dato buoni frutti, anche grazie al sacrificio podistico di Barreto (sarà dura strappargli la maglia da titolare) e Linetty e all’euclidea regia di Ekdal. Il calcio del tecnico abruzzese è un vangelo difficile ma redditizio se tutti fanno la propria parte con umiltà e nerbo atletico. Serviranno controprove, naturalmente. Il Frosinone non ha ancora segnato un gol e ne ha già subiti dieci. Conta un solo punto in classifica e dovrà lottare parecchio per tirarsi fuori. Oltretutto il club del presidente Stirpe è appeso alla vicenda disciplinare del match col Palermo del finale della scorsa stagione e teme di essere sanzionato con una penalità in classifica. Per cui si è rivolta al Tar contro la sentenza del Coni. Pasticci italiani.   

Per il Frosinone era l’esordio assoluto in serie A al Benito Stirpe. Atmosfera festosamente elettrica, spalti quasi al completo, 400 tifosi blucerchiati a fare un chiasso d’inferno nello spicchio di stadio a loro riservato. Era il Frosinone degli ex: Krajnc, Salamon, Soddimo, Zampano. Solito 3-5-2 per Moreno Longo. E solito 4-3-1-2 per Gianpaolo che ha fronteggiato le assenze di Saponara e Praet schierando Caprari e Linetty e ha spedito in panchina l’acciaccato Tonelli, ripescando il gigante nero Colley.  Sampdoria subito a brutto muso e per i primi dieci minuti il Frosinone a fare la figura del pulcino bagnato. Al primo affondo (errore fatale di Brighenti) la Sampdoria sfonda. Caprari imbecca Barreto, palla sul secondo palo e Quagliarella segna il suo secondo gol stagionale, in coda all’epica rovesciata confezionata ai danni del Napoli. L’uppercut sveglia il Frosinone che rompe l’assedio e prova a pungere. Eccome se ci prova. Un minuto dopo il gol del Quaglia Perica brucia Andersen e costringe Audero ad una acrobatica uscita alta. Al 20’ Soddimo pesca lungo da destra la testa di Brighenti che schiaccia sotto la traversa, Audero raschia il pallone con le unghie e la sbarra lo salva. E’ vivo il Frosinone che allarga bene il gioco sugli esterni (l’antico Molinaro si fa vedere con puntualità) dove la Sampdoria notoriamente non possiede armi letali. Inesorabilmente la squadra di Giampaolo perde terreno e non è una buona idea. Liberato dal complesso del fratello minore il Frosinone prende coraggio e stringe i genovesi alle corde. Linetty, Ekdal e Barreto arretrano a ridosso della difesa e addio ripartenze. Solo qualche guizzo di Defrel, assai vivace, che Maiello abbatte beccandosi il giallo impedendo al francese il via a vis con Sportiello. Ma è un lampo nel buio. Barreto è il più lucido e vivo, un Furino del terzo millennio che arraffa palloni e morde caviglie, nella Sampdoria non c’è nessuno che assomigli a Platini e il gioco in attacco si appoggia esclusivamente su Quagliarella, esperto e astuto ma troppo solo nella morsa dei difensori ciociari.

Altra musica nella ripresa. Le bordate in gol di Caprari (2’) Defrel (8’), Kownacki su calcio di rigore (37’) e ancora Defrel (40’) sgretolano il muro ciociaro. Il pubblico di casa canta imperterrito sotto la grandinata di reti doriane e applaude il ritorno in campo di Daniel Ciofani, recuperato dal grave infortunio al ginocchio. La strada verso la salvezza è lunga e accidentata ma state certi che questi ragazzi non molleranno fino all’ultimo giro di orologio.

Frosinone-Sampdoria 0-5 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 10' pt Quagliarella, 1' st Caprari, 8' st Defrel, 37' st Kownacki rig., 40' st Defrel rig.
Assist: 10' pt Barreto, 1' st Quagliarella, 40' st Ramirez.

Frosinone (3-5-2): Sportiello; Brighenti, Salamon, Krajnc; Zampano, Chibsah, Maiello (17' st Hallfredson), Soddimo, Molinaro; Ciano (22' st Campbell), Perica (29' st Ciofani). All. Longo. 

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Andersen, Colley, Murru; Barreto, Ekdal (25' st Vieira), Linetty; Caprari (14' st Ramirez); Quagliarella (19' st Kownacki), Defrel. All. Giampaolo.

Arbitro: Irrati di Pistoia. 

Ammoniti: 16' pt Maiello (F), 21' pt Defrel (S), 34' pt Brighenti (F), 18' st Soddimo (F).