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Al debutto a Sanremo hanno fatto subito il botto. 'Zitti e buoni', gli altri. Vincitori, loro. I Maneskin (QUI la storia della band) hanno vinto il 71° Festival della canzone italiana con un singolo che a distanza di poco meno di venti giorni dal successo sul palco dell'Ariston è già tra i più ascoltati. Ma... non ditelo a loro: "Ancora non abbiamo realizzato bene quello che è successo - raccontano emozionati nella nostra intervista - dobbiamo metabolizzare l’emozione intensa di aver vinto il Festival e di aver appena fatto uscire il nostro secondo album “Teatro d’ira – Vol I”.

Ci raccontate la storia di quel professore che vi diceva di stare sempre 'Zitti e buoni' al quale avete dedicato la vittoria?
"In realtà questo fantomatico professore non esiste. È stata colpa di @dio, un profilo Twitter a cui abbiamo affidato il nostro account social durante la settimana di Sanremo, che ha commentato tutta la settimana il Festival avendo carta bianca".

Ma allora a chi è dedicata questa canzone?
"A nessuna persona in particolare, è uno statement per dire qualcosa, un brano che parla principalmente di redenzione e voglia di spaccare il mondo con la musica: una sfida contro i pregiudizi".

Ci raccontate una curiosità o un aneddoto del dietro le quinte?
"Alle prove Damiano aveva sempre un microfono orrendo, di colore giallo. Non ci voleva cantare e avrebbe preferito averlo nero, a tutti i costi. Alla fine, prima della prima serata, è andato dal ferramenta a comprarsi del nastro nero per coprire quel giallo. I tecnici si sono anche arrabbiati per questa cosa, ma a noi ha fatto molto ridere".

Manuel Agnelli ha cantato con voi nella serata delle cover e possiamo considerarlo un po' il vostro maestro, cosa vi ha detto dopo la vittoria?
"Era orgoglioso di noi, di come siamo cresciuti e come abbiamo affrontato il Festival rimanendo fedeli a noi stessi e alla nostra musica. Per noi Manuel è una figura importante, sapere che con noi è stato bene e si è divertito sul palco ci rende felicissimi".

Damiano, che emozione è stata sentire 'Zitti e buoni' all'Olimpico nel pre partita di Roma-Genoa?
"Una sorpresa che si è unita alla grandissima emozione proprio il giorno dopo la vittoria di Sanremo".

Quando e come nasce la tua passione per la Roma?
Da piccolissimo, me l'ha trasmessa mio padre che è un grande tifoso giallorosso. Il giorno in cui sono stato completamente rapito dalla Roma però fu quando i miei genitori, entrambi assistenti di volo, mi portarono un autografo di Totti firmato durante un viaggio".

Durante una serata del Festival sei stato immortalato dietro le quinte mentre guardavi una partita della Roma.
"Era giovedì, stavo vedendo gli highlights della gara con la Fiorentina perché il giorno prima non avevo fatto in tempo a vedere la partita. E al gol di Diawara... sono stato contentissimo!".

Dopo X Factor avevi detto: 'Siamo come la Roma che è la più forte e arriva sempre seconda'. Adesso voi siete arrivati primi, e la squadra di Fonseca dove arriva?
"Speriamo che questa nostra vittoria inaspettata porti fortuna anche ai giallorossi. Ma non ho detto nulla eh, sono un tipo scaramantico".

Giocatore preferito?
"Scelto un nome a sorpresa: Gonzalo Villar. Mi piace molto perché è molto giovane e già fortissimo".

Progetti futuri?
"Il 19 marzo è uscito nostro nuovo disco “Teatro d’Ira – Vol. I”, sarà un album crudo e suonato in presa diretta, proprio come si faceva negli Anni ’70. Non vediamo l’ora di presentarlo ai nostri fan dal vivo: a dicembre suoneremo al Palazzo dello Sport di Roma e al Mediolanum Forum di Assago, e da marzo 2022 saremo in tour in tutta Italia. Siamo emozionati perché saranno i nostri primi palazzetti. Nel frattempo ci stiamo preparando in vista dell’Eurovision Song Contest di maggio e siamo onorati di poter rappresentare l’Italia con la nostra musica". 

@francGuerrieri