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Dopo Yacine Adli (classe 2000), il Milan inserisce in rosa anche Charles De Ketelaere (classe 2001): due potenziali titolari dei prossimi anni, che vanno ad abbassare ulteriormente la media di età della rosa rossonera, che era di anni 25,8 nella stagione dello scudetto e che ora si abbassa ancora con i due acquisti sopracitati, ai quali fa solo da leggero contraltare il classe 1995 Origi. Se guardiamo alle rivali storiche del Milan, la media di età della Juventus nel 2021-22 era di 26,8 e quella dell'Inter addirittura di 28,9.

Ha scritto bene Mario Sconcerti oggi sul Corriere della Sera: "Il Milan ha finalmente aggiunto De Ketelaere a una squadra che spontaneamente crescerà ancora. La gioventù serve a questo, a ottenere sempre qualcosa in più dagli stessi talenti. C’è nel Milan una diversità di messaggio quasi unica, costruisce strada facendo e parte già da un sentimento che sa esprimersi".
E' una politica diversa quella del Milan: mentre l'Inter aggiunge il classe 1989 Mkhitaryan e il classe 1993 Lukaku (con i giovani Asllani e Ballanova come 'contorno', seppur importante), e la Juve acquista, oltre al 1997 Bremer, i classe 1993 Pogba e 1988 Di Maria, il club campione d'Italia punta di nuovo, e soprattutto, sui giovani, sotto l'egida del totem Ibrahimovic, simbolo e nume tutelare dello spogliatoio.  

Che poi questo significhi automaticamente la certezza di proseguire a vincere è tutto da dimostrare, ma sulla carta la strategia di Paolo Maldini e Frederic Massara è di segno diverso rispetto alla concorrenza. E sancisce una differenza 'culturale' nei confronti delle rivali, là dove alla estemporaneità di un Di Maria, campione sì, ma con la data di scadenza scritta sulla maglia, si preferisce la progettualità di un Adli e di un De Ketelaere, con tutti i rischi, ma anche con le potenzialità, insite nella decisione di puntare sui giovani.