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Fra i misteri che fanno sempre più grande il gioco del calcio, rimpicciolendolo intanto sempre più come sport, c’è questo, di giornata, emerso dal buco nero prima di Juventus-Brescia: la non convocazione di Cristiano Ronaldo, lasciato da Sarri a riposo, lui CR7 ufficialmente consenziente, onde averlo più fresco o meno logoro in Champions, è da considerare come umiliazione per i bresciani (“per battervi non c‘è bisogno di sciupare un altro poco lui”), come stimolo speciale per gli juventini (“vediamo cosa sapete fare senza CR7”), o semplicemente come regalo di un uomo, il suo di lei, la domenica pomeriggio a fata Giorgina?

O ancora come stimolo generale all’avanti tutta, “lo show vale anche senza CR7”? O al contrario come stimolo per tutti alla prudenza operosa, “attenti a non deludere sennò siamo ancora più dipendenti dalle sue magie”? E avanti: far vedere che sì che si campa, e bene, anche senza i suoi gol (Juve), mostrare che si sa si almeno sfruttare l’occasione della sua assenza (Brescia). Sono ipotesi e quesiti da bar, ma la nostra vita è molto appoggiata sul bancone del bar, Bar Sport e non solo. E suggeriamo un altro quesito cattivello: possibile che Ronaldo, con tutti i primati più prestigiosi e statisticamente sofisticati alla sua portata, e però legati alle sue presenze e alle sue reti, rinunci al possibile filotto di alto valore numerico in una partita facile, in vista del miraggio – per i suoi compagni più che per lui - di Champions? Niente Ronaldo, comunque, e dunque elucubrazioni psicologiche, tecniche, tattiche, agonistiche più forti del solito? Boh. Il “boh”, si badi bene è l’esaltazione del dialogo calcistico, non la sua riduzione, è il mistero dell’attesa fatto fonema, è tutto ed è niente. Buon “boh” a tutti con le vicende di Juventus-Brescia.

Fra turnover e infortuni e chissà cos’altro, ci sono molte assenze nelle due formazioni, al di là dell’‘Assente Massimo. Subito tanta Juve, proiettata avanti da un gran bel Cuadrado che nel 4-3-3 fa soprattutto l’attaccante con Higuain e Dybala. Senza Ronaldo che neanche le telecamere più astute ed avanzate riescono a pescare fra il pubblico, c’è nella Juve più gioco di squadra, ma il gol ritarda. Una sequenza di corner inutili, dieci in meno di mezz’ora, la palla sempre nella metà campo del Brescia, ai limiti dell’area di rigore del Brescia, davanti alla porta del Brescia. Fra l’altro già dopo 10’ questo Brescia, sopraffatto quanto a possesso di palla e spazi ma senza affanno da poveraccio, perde per colpo alla testa il numero 1 Alfonso, è out la riserva Joronen, entra Andrenacci terzo portiere, all’esordio in A.  Paradossalmente (“boh”) la palla più vera da gol è per Zmrhal del Brescia, gli schizza addosso, lui sorpreso non la controlla. Bonucci e Rugani si sciupano su Balotelli che parla molto e impegna un pochino. Al 32’ Dybala si mangia un gol da brocco, a due passi dalla linea, poi però esegue la magia su punizione: 38’, Ramsey agganciato al limite da Ayé, ammonizione, c’era già un giallo, Brescia in dieci, e appunto Dybala che infila il portierino bresciano con un colpo più preciso che potente.

Lo stesso portierino (che però di statura ed anche calma adulta non appare per niente “ino”) poi si esibisce in un gran volo, davvero alla Buffon giovane, su testa di Rugani: sono i minuti di recupero, fine del tempo, 1 a 0 per il Brescia, verdetto provvisorio giusto sul piano del gioco, un po’ crudele nelle motivazioni scarne e dure della sentenza. Il Brescia in dieci con Dessena arringapopolo fa più gioco nella ripresa che nel primo tempo: se si vuole, materiale ottimo per un altro ”boh”. La Juve lascia quasi fare. Il suo pubblico è freddo, protesta col silenzio per presunti sgarbi giudiziari del passato ed anche per le incertezze, diciamo, del presente chiamato Sarri. Applaude Chiellini quando corricchia per riscaldarsi. Fuori Ramsey, dentro Pjanic  che si infortuna quasi subito. Mezz’ora insomma di Juve che manovra tanto e finalizza niente, poi Cuadrado viene premiato per una delle sue tante avanzate: Pjanic fuori ha fatto posto da due minuti a Matuidi che di tacco restituisce a Cuadrado il pallone a poco dal portiere. Gol, pubblico appena calduccio, dopo 2’ però si spreca per Chiellini: a sei mesi dall’infortunio rieccolo in campo, Bonucci esce e gli passa la fascia da capitano.

Ancora: un gol di testa di Higuain con annullamento per offside, un tiro fuori di poco di Ndoj subentrato bresciano, al 2’ di recupero la traversa che si oppone a Dybala il quale merita gol e applausi speciali, perché ha giocato sempre bene: un po’ il Dybala altruista che cerca Ronaldo o chi per esso (Higuain, a sua volta vitalizzato), un po’ il Dybala che gioca di fino per se stesso. Il Brescia in dieci tutti bravi a correre, chiudere, ansimare molto e cedere poco, a chiedersi se la Juve è tutta qui, sapendo bene che però c’è ben altro.




IL TABELLINO

Juventus-Brescia 2-0

Marcatori: p.t. 39' Dybala (J); s.t. 30' Cuadrado (J).
Assist: s.t. 30' Matuidi (J).
Juventus (4-3-3): Szczesny; Danilo, Rugani, Bonucci, (33' s.t. Chiellini), Alex Sandro; Ramsey (21' s.t. Pjanic, 28' s.t. Matuidi), Bentancur, Rabiot; Cuadrado, Higuain, Dybala. A disp. Pinsoglio, Buffon, De Sciglio, De Ligt, Olivieri, Wesley. All. Sarri.
Brescia (4-3-2-1): Alfonso (10' p.t. Andrenacci); Sabelli, Mateju, Chancellor, Martella; Bisoli, Dessena, Bjarnason (35' s.t. Ndoj); Zmrhal (45' s.t. Skrabb), Balotelli; Ayé. A disp. Spalek, Donnarumma, Mangraviti, Viviani, Semprini. All. Lopez.
Arbitro: Chiffi di Padova.
V.A.R.: Giacomelli di Trieste.
Espulso: p.t. 37' Ayé (B) per somma di ammonizioni.
Ammoniti: p.t. 19' Bonucci (J), 43' Higuain (J); s.t. 20' Bentancur (J).