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Il futuro di Lorenzo Insigne è sempre più in bilico. Il capitano del Napoli è alle prese con un fastidio al polpaccio e qualche sintomo post vaccino dopo la terza dose, ma dovrebbe essere a disposizione di Spalletti in vista del posticipo di domenica sera contro il Milan; e intanto, fuori dal campo non si sblocca la trattativa legata al rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Le possibilità che il giocatore lasci Napoli a parametro zero sono concrete e l'ha spiegato anche il suo agente Vincenzo Pisacane al Corriere dello Sport: "Nel calcio può succedere tutto in dieci minuti. Non si può aspettare giugno". Parole che lasciano aperta ogni porta, un possibile epilogo che nessuno si aspettava. Anzi, uno sì: "Forse solo Lorenzo" svela il procuratore.

PARTI LONTANE - De Laurentiis ha messo sul piatto una proposta da 3,5 milioni di euro a stagione respinta dal suo entourage e dal giocatore, che attualmente guadagna circa 5 milioni: vorrebbero uno sforzo da parte della società per l'ultimo contratto importante di Lorenzo. "Non abbiamo mai chiesto bonus alla firma" precisa il procuratore. I contatti sono continui ma le parti ancora lontane, tra un paio di settimane Insigne sarà libero di accordarsi con un altro club per la prossima stagione: "Il suo caso fa rumore perché è un top player e campione d'Europa, ma non sarà l'unico eventuale parametro zero" spiega ancora Pisacane, che fissa la deadline: "Quando si apre il mercato di gennaio bisogna trovare una soluzione".
IPOTESI ESTERO - Che potrebbe essere anche fuori dall'Italia, nonostante l'apprezzamento di Milan e Inter: "Dopo tanti anni in una squadra è difficile indossare un'altra maglia nello stesso campionato. Un'esperienza fuori farebbe meno male". Un Insigne alla Del Piero magari, anche se al momento è da escludere un trasferimento in MLS al Toronto: "Non ci sono mai stato" ammette l'agente, svelando che già mesi fa aveva contattato la società per discutere del contratto di Lorenzo. La risposta? "Qualcuno una volta mi ha detto: 'Ma dove vuoi che vada, Insigne?'. Credevano che nessuno potesse essere interessato a lui".