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Inter e Juve, le due candidate (ma qualcuno dovrebbe, per lo meno, ricordarsi il Napoli) per la vittoria del prossimo scudetto, sembrano entrambe dover procedere nell’attuale mercato, col freno a mano. E’ vero che l’emergenza Covid ha allentato i lacci del Fair Play Finanziario, ma è altresì chiaro che le due squadre sono cariche di troppa “zavorra” (ci si passi il termine): di giocatori in esubero, che per una ragione o per l’altra, non rientrano “nei rispettivi progetti”.

Entrambe, Juve e Inter, hanno bisogno di far quadrare i conti. La Juve per problemi di bilancio, l’Inter per la richiesta del governo cinese di tagliare gli investimenti non necessari ovvero non destinati ad aree strategiche per l’interesse nazionale, causa coronavirus. Quindi anche per Suning, che negli anni non si è tirata indietro (600 milioni nelle casse nerazzurre) l’imperativo è, come comunicato dal presidente Zhang a Conte: non si può spendere se prima non si vende. E’ vero: i 145 milioni spesi un anno fa (Lukaku, Barella, Lazaro, Eriksen) risultano quasi del tutto coperti dalle cessioni di Icardi, Politano, Gabigol, Karamoh e dai prestiti di Perisic e Lazaro a cui aggiungere i 20 milioni dei secondi posti in campionato e Europa League, ma l’ostacolo è rappresentato dalla direttiva del governo cinese. Comprato Hakimi (40 milioni) riscattato Sensi (25), l’Inter si è fermata per quanto riguarda Tonali e Kumbulla; per Kantè il Chelsea vuole contanti, ma la trattativa è ferma, perché Zhang, appunto, ha chiesto prima di vendere. Però che mercato hanno Skriniar, Vecino, Brozovic, Perisic, Nainggolan? E il Barcellona, intanto, sembra aver interrotto le comunicazioni su Lautaro. Gli ingaggi pesanti, poi, non aiutano certo le trattative di vendita, ragion per cui la strada percorribile pare quella dei parametri zero.
Situazione simile per la Juventus, che ha acquistato Kulusevski e scambiato (con esborso) Pjanic con Arthur, ma non riesce a far cassa coi vari Khedira, Higuain, Rugani, De Sciglio e nemmeno per quel campione (sulla carta) che risponde al nome di Ramsey. Per ora, sono stati ceduti Muratore, Matuidi (a zero) Zanimacchia; Romero è andato all’Atalanta (prestito biennale con diritto di riscatto). Non sappiamo se l’arrivo di McKennie (prestito con diritto di riscatto da 30 milioni totali) sia il toccasana per il centrocampo juventino. Certo, anche in questo caso, come in quello dell’Inter, a cantare sembra che siano rimaste le sirene del parametro zero.