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Un anno fa, esattamente il 13 dicembre 2018, l'Inter rendeva ufficiale quello che già si vociferava da tempo: Beppe Marotta, che si era liberato dalla Juventus, diventava il nuovo amministratore delegato per la parte sportiva del club nerazzurro. A un anno di distanza, possiamo tirare le somme di quanto fatto nei suoi primi 365 giorni, con una gestione non priva di macchie, ma anche condita da tante scelte positive.

I FLOP - Il flop più eclatante non può che essere l'uscita dall'ultima Champions League grazie alla sconfitta subita martedì sera contro il Barcellona. L'annuncio dell'approdo di Marotta in nerazzurro arrivò proprio due giorni dopo l'altrettanto cocente eliminazione dalla Champions League subita con il pari-beffa contro il PSV di Eindhoven ed è sintomatico del fatto che un salto in avanti in Europa non ci sia ancora stato. Una delusione che si aggiunge alla quantomeno discutibile gestione dei due casi più eclatanti, quelli di Icardi e Nainggolan, che hanno messo a serio rischio il finale della passata stagione. I due giocatori, insieme a Perisic, sono stati "regalati" in estate con conseguente svalutazione dei rispettivi cartellini. Oggi l'Inter spera nell'addio definitivo con il riscatto da parte di Bayern e PSG, ma con una rosa così provata, ne valeva davvero la pena? 

I TOP - La risposta, almeno in parte, coincide con il primo degli evidenti lati positivi del primo anno di Marotta ed è l'esplosione in campo di Lautaro Martinez. Con la permanenza di Icardi non avremmo visto questo Lautaro e la conferma arriva proprio dall'intesa che Martinez ha trovato con Lukaku (la valutazione sull'attaccante belga la rimanderemo a fine anno) e non aveva con l'argentino. A Marotta va anche riconosciuta la scelta di voler portare a tutti i costi Antonio Conte in panchina. Una scelta che almeno in campionato sta pagando e che ha ridato entusiasmo ad una piazza abituata a vedere la Juventus scappare lontano fin dalle prime giornate. Infine va sottolineata anche la svolta giovane e italiana (Sensi, Barella, la permanenza di Bastoni, Biraghi, la rivalutazione di Candreva), un valore aggiunto della rosa almeno fino al momento degli infortuni, e che, verosimilmente, continuerà anche nelle prossime sessioni di mercato. 

SODDISFATTI? - A conti fatti il bilancio del primo anno di Marotta non può che essere considerato positivo. L'eliminazione in Champions brucia e penalizza, ma Marotta, con Conte, ha impostato una nuova linea direttiva, una diversa cultura del lavoro e, soprattutto, ha iniziato un processo di costruzione di una rosa che potrà essere duratura e competitiva nel lungo periodo. Per completare il processo serve però vincere un titolo, possibilmente lo scudetto, così da consolidare fin da subito l'ottimo lavoro svolto finora.

E voi? Siete soddisfatti del primo anno di Marotta in nerazzurro? DITECELO VOTANDO QUI AL NOSTRO SONDAGGIO.