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Quella che inizia è una settimana importante per il futuro dell'Inter, rispetto agli obiettivi di mercato e al futuro della squadra e del club. L'appuntamento clou dei prossimi giorni sarà sicuramente l'incontro fra il presidente Steven Zhang e Antonio Conte, summit che è stato annunciato sabato dall'ad Beppe Marotta: "Nel corso della prossima settimana ci sarà l’incontro tra Conte e il presidente, in cui si confronteranno. Credo e spero si possa continuare". La speranza ce l'ha anche Conte, che, come ha detto chiaramente nelle scorse settimane, non ha alcuna voglia di ricominciare a ricostruire da un'altra parte. Dopo due anni, uno scudetto, un secondo posto e una finale di Europa League, il piano è quello di dare continuità al progetto Inter, con l'obiettivo di confermarsi in Italia e di giocare una Champions League all'altezza della storia del club.

IL MERCATO - Conte ovviamente è conscio della situazione difficile del calcio italiano e dell'Inter, dal punto di vista economico e finanziario, ma prima di prendere in considerazione eventuali offerte dall'estero, intende avere un confronto franco con Zhang, con l'obiettivo chiaro di restare all'Inter. Per fare questo, il tecnico salentino non si aspetta acquisti roboanti, ma sicuramente vorrà avere la garanzia che gli elementi fondamentali della squadra non vengano ceduti e che si possano anche cogliere occasioni interessanti sul mercato, magari a costo zero (in questo senso, l'obiettivo Wijnaldum è sempre nel mirino). 
GLI STIPENDI - Dalla conferma di Conte dipenderanno poi a cascata altre situazioni, anche legate alla gestione dello spogliatoio nell'ambito del pagamento degli stipendi. Difficile infatti, quasi impossibile, che i calciatori dell'Inter decidano di rinunciare a due mensilità di stipendio, ma la conferma del tecnico sarebbe un buon motivo per accettare una nuova dilazione (al netto di quanto si deciderà in ambito federale, dove domani è in programma un Consiglio Figc). Dilazione che sarebbe molto più difficile da digerire, da parte della squadra, nel caso di rottura fra il tecnico e il club.