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  • Intermania: 9° anno con zero titoli, dal sogno Messi all'incubo Covid. Il piano B di Zhang, l'opposto di Conte

    Intermania: 9° anno con zero titoli, dal sogno Messi all'incubo Covid. Il piano B di Zhang, l'opposto di Conte

    • Cristian Giudici
    Il 2020 dell'Inter va in archivio all'insegna del vorrei, ma non posso. I nerazzurri non alzano un trofeo per il nono anno consecutivo: è l'astinenza più lunga nella storia del club nel dopoguerra. Per interrompere questa striscia negativa sarebbe d'aiuto un mercato invernale all'altezza, ma ormai tutti hanno già capito che non sarà così. La parola d'ordine è "autofinanziamento". 
     
     


    Antonio Conte e Steven Zhang si stimano a vicenda, anche se nella comunicazione sono ai poli opposti. L'allenatore davanti alle telecamere e ai microfoni dei giornalisti non parla (né vuol sentir parlare) di Inter da scudetto o favorita, però in allenamento e nello spogliatoio sprona i suoi uomini a dare sempre il massimo per centrare il traguardo più prestigioso. Al contrario il presidente fa grandi proclami pubblicamente, per poi chiudere i rubinetti in camera caritatis.

    Ora la sua missione è dimostrare coi fatti che questi due concetti non sono incompatibili. Quindi che l'Inter possa tornare subito a vincere, pur riducendo gli investimenti sul mercato e il monte ingaggi. Una strategia comune a tutte le società calcistiche del mondo, alle prese con la crisi economica dovuta alla pandemia coronavirus. I nerazzurri sono in ottima compagnia. Ancora una volta, dopo aver fallito in Champions League, Conte è chiamato a fare la differenza in campionato. Anche per confermare che il suo ingaggio da 12 milioni di euro netti a stagione sia meritato.

    Intanto Zhang da una parte cerca nuovi sponsor e soci per far risalire le entrate, dall'altra ha dato l'input alla dirigenza di trattare con i calciatori in rosa per spalmare i loro ingaggi e diminuire così le uscite. Soltanto un anno fa Suning coltivava il progetto di portare Messi a Milano, un sogno proibito rimasto chiuso nel cassetto. Purtroppo oggi la realtà è ben diversa. 
     

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