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Passaggio di consegne sulla panchina nerazzurra. Antonio Conte è il nuovo allenatore dell'Inter al posto di Luciano Spalletti. Il quale merita un sentito ringraziamento per aver riportato la squadra in Champions League due volte su due. Ma, per compiere il definitivo salto di qualità e cercare di tornare a vincere, è giusto cambiare guida tecnica. L'arrivo dell'ex ct dell'Italia (il tecnico più pagato della Serie A) conferma le grandi ambizioni della famiglia Zhang, pronta a effettuare nuovi investimenti per riportare in alto l'Inter. 

Conte ha alle spalle un lungo e importante passato juventino, che non può e non deve essere cancellato. Anche se tra i suoi ex tifosi c'è chi vorrebbe togliere la sua stella dallo Juventus Stadium: una provocazione comprensibile per chi si sente tradito, invece non si spiega perché (come scritto nel testo della petizione online) gli interisti non dovrebbero prendersela se Mourinho andasse alla Juve... 

Sul "farneticante e allucinante" comunicato di benvenuto della Curva Nord stendiamo un velo pietoso, sottoscrivendo il parere del giornalista-tifoso Enrico Mentana. L'unica verità condivisibile è che all'Inter vincere NON è l'unica cosa che conta. 

La domanda più scontata alla presentazione ufficiale del nuovo allenatore in conferenza stampa sarà: "Quanti scudetti ha vinto la Juve e/o quanti ne ha vinti l'Inter?". Conte non risponderà o dribblerà la questione e farà bene. Ma sarebbe fantastico se girasse la domanda all'assistente vocale del proprio smartphone, che sentenzierebbe: la Juve ha vinto 35 scudetti (e non 37), l'Inter ne ha vinti 18 (e non 17). Carta canta.