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    Intermania, Inzaghi fa 100: le differenze con Conte, anche al cambio di Lautaro

    Intermania, Inzaghi fa 100: le differenze con Conte, anche al cambio di Lautaro

    • Cristian Giudici
    Grazie ai gol di Dimarco e Sanchez, l'Inter batte 2-0 l'Empoli e mantiene 14 punti di vantaggio sul Milan a 8 giornate dalla fine del campionato. Mentre la Juve sprofonda a -20 dal primo posto in classifica, come non le era mai successo a questo punto della stagione nell'era dei tre punti. Per la certezza aritmetica dello scudetto della seconda stella i nerazzurri devono fare altri 11 punti oppure vincere le prossime due partite contro Udinese e Cagliari oltre al successivo derby. Intanto, dopo essersi qualificata per prima tra le italiane al nuovo Mondiale per club dell'anno prossimo, l'Inter fa altrettanto con la nuova Champions League. 

    INZAGHI FA 100 - Restando in tema di numeri, Simone Inzaghi vince la 100esima gara alla 150esima presenza sulla panchina dell'Inter con 25 pareggi e altrettante sconfitte, 297 gol fatti e 126 subiti per un totale di 325 punti: una media di 2,17 punti a partita. 

    I NUMERI DI CONTE - Il suo predecessore Antonio Conte ha allenato i nerazzurri 102 volte con 64 vittorie, 23 pareggi e 15 sconfitte con 214 gol fatti e 102 subiti per un totale di 215 punti: una media di 2,11 punti a partita. 

    IL CONFRONTO - Riassumendo si può sintetizzare così: finora Inzaghi ha fatto meglio in Champions League, Conte in Serie A. Senza dimenticare un particolare: le campagne trasferimenti presentano un passivo di 162,5 milioni di euro nel biennio di Conte e un attivo di 174,5 milioni di euro nel triennio di Inzaghi. Una differenza di ben 337 milioni di euro. In ogni caso entrambi sono dei grandi allenatori, che hanno scritto delle bellissime pagine nella storia dell'Inter. Seppur con uno stile (di gioco, di comunicazione, di rapporti con la dirigenza e di gestione dello spogliatoio) molto diverso. 

    LAUTARO NERVOSO - Emblematico il caso del cambio di Lautaro, uscito dal campo un po' arrabbiato. Facendo tornare in mente un precedente di tre anni fa, sempre a San Siro, ma con gli spalti praticamente deserti per il Covid. Il 12 maggio 2021 alla terzultima giornata di Serie A l'Inter, già campione d'Italia, vince 3-1 contro la Roma. Lautaro parte dalla panchina, entra al 35' al posto di Sanchez e poi al 77' viene sostituito da Pinamonti, dando un calcio a una bottiglietta d'acqua. Conte lo riprende subito: "I calci in faccia te li devi dare, Lautaro, hai capito? I calci te li devi dare tu, hai capito? Fenomeno, fenomeno del c...".  L'attaccante argentino gli risponde sfidandolo: "Andiamo dentro, dopo vediamo dentro". A questo punto interviene Oriali: "Macché dentro, non siamo mica all'O.K. Corral qui. Dentro niente, bisogna stare zitti. Ok? Stai zitto". Ma la furia di Lautaro non si placa, anzi: "Non deve rompermi il c... Tutte le volte è così, a rompermi il c... come a Bergamo". Conte riprende la parola: "Che c... ha appena iniziato a giocare". 

    LA PACE SUL RING - Per stemperare la tensione qualche giorno dopo l'Inter organizza un simpatico siparietto: ad Appiano Gentile viene allestito un ring, dove i due contendenti (annunciati da uno speaker d'eccezione, Lukaku) si sfidano per finta con tanto di guantoni da boxe per qualche secondo prima di abbracciarsi sorridendo. 

    CONTE E IL MILAN - Ciò non significa che i metodi di Inzaghi siano migliori (o peggiori) di quelli di Conte, ancora apprezzatissimo dal popolo interista. Per dimostrarlo basta chiedere ai tifosi nerazzurri chi vogliono vedere sulla panchina del Milan nella prossima stagione: ancora Pioli o Conte? La riposta è scontata. 

     

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