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L'Inter di Conte viaggia a due velocità: zoppica in Champions League e vola in Serie A. La vittoria contro il Verona è già la decima in questo campionato con un pareggio col Parma e una sconfitta contro la Juve sempre a San Siro. Una partenza migliore c'era stata solo 31 (come i punti in classifica di oggi, il contrario dei 13 del Milan) anni fa, quando prima della caduta del Muro di Berlino il Trap costruiva la squadra che vinse lo scudetto dei record. Uscendo dalla Coppa Uefa con il Bayern: perdendo 3-1 il ritorno a San Siro dopo aver vinto 2-0 l'andata a Monaco con la memorabile cavalcata in contropiede di Berti

Sulla rimonta con l'Hellas ci sono le firme dei centrocampisti Vecino e Barella. Proprio il reparto nevralgico del campo ha bisogno di essere rinforzato sul mercato di gennaio. Marotta segue con interesse Kulusevski (ora in prestito al Parma ma di proprietà dell'Atalanta), Conte pensa a un elemento più esperto come Vidal. Il quale ha età, pregi e difetti simili a quelli di Nainggolan, scaricato dall'Inter e rinato a Cagliari. 

Il belga (autore di un gol e tre assist ieri contro la Fiorentina), Icardi (già a quota 9 reti al PSG) e Perisic (3 gol e altrettanti assist al Bayern) sono ancora di proprietà del club nerazzurro, che li ha ceduti in prestito. Ma ormai rappresentano il passato. Infatti è difficile che a Milano si ripeta un caso come quello di Higuain alla Juve, quindi è inutile guardarsi indietro e bisogna andare avanti. Però, se Marotta accontentasse Conte, la domanda sorgerebbe spontanea: perché Nainggolan no e Vidal sì?