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Se, in una piovosa sera di febbraio, cinquecento uomini e donne di ogni età si ritrovano stipati in un cinema di Dalmine, alle porte di Bergamo, per scoprire 'L'altra faccia della Curva' e seguire un docufilm che meriterebbe di andare in prima serata sulle reti nazionali, vuol dire che un altro calcio è possibile.

E, soprattutto, che è possibile prendere a calci l'ipocrisia, gli stereotipi, la disinformazione, il luogocomunismo assillanti troppa parte del circuito mediatico. 

Prodotta e realizzata da Milva Cerveni, conduttrice del programma "Dodicesimo in campo", del gruppo ultrà Brescia 1911, in onda ogni martedì sull'emittente bresciana Rtb, l'opera è un viaggio nel pianeta della Curva Nord dell'Atalanta, il primo di altri reportage che l'autrice intende girare sul mondo degli ultrà. Cerveni si attiene a criteri rigorosamente giornalistici: conoscere per capire, raccontare i fatti documentandoli, registrare le opinioni e metterle a confronto, senza pregiudizi e senza paraocchi.

Perchè, un conto sono le responsabilità individuali di chi, in curva come in tribuna, infrange le leggi e di fronte alla legge è chiamato a risponderne; un altro è la criminalizzazione indiscriminata di migliaia e migliaia di tifosi che condividono la stessa passione e gli stessi ideali. Sì, ideali nel senso più compiuto del termine, anche se il vocabolo è diventato desueto in un mondo, sportivo e non, che sembra dominato dall'egoismo. Non è così. 

La storia personale di Claudio Galimberti, alias Bocia, leader storico della Curva Nord si intreccia con le opere di solidarietà e di generosità a favore del prossimo che trovano il massimo riscontro nella Festa della Dea.

E', la Festa, un evento unico nel panorama delle attività delle  tifoserie del calcio italiano: ogni anno in luglio, dalle sessantamila alle settantamila persone, di ogni età, ceto e condizione si ritrovano nell'area antistante l'aeroporto di Orio al Serio, nel nome di una fede che non conosce né dubbi né  tentennamenti.

E che porta a fare del bene: ai terremotati di Moglia (Mantova) con il parroco che ringrazia dal placo e invita gli ultrà a recitare l'Ave Maria assieme a lui; a una bimba o a un ragazzo che hanno bisogno di costose cure specialistiche; ai bambini gravemente ammalati dell'Ospedale Giovanni XXIII che gli ultrà visitano ogni settimana, giocando con loro; all'Aquila Rugby che porta sulle maglie il logo della Curva Nord e non dimentica ciò che i tifosi dell'Atalanta fecero nei giorni dopo il terremoto, manifestando un sostegno concreto, efficace, immediato, senza se e senza ma.
"Noi non siamo un'associazione a delinquere": scoprendo l'altra faccia della curva ci si imbatte spesso in questa dichiarazione che viene rilasciata dagli intervistati. Sette parole, al tempo stesso un riferimento alla vicenda giudiziaria in corso a Bergamo, una rivendicazione di verità e una replica alle strumentalizzazioni spesso figlie dell'incapacità di conoscere per capire o della superficialità o, peggio ancora, della pigrizia professionale.

Per non dire della giusta protesta contro l'articolo 9, contro la tessera del tifoso, contro il divieto di trasferta, contro la militarizzazione degli stadi sempre più deserti e sempre più fatiscenti poichè, al Sistema, fa comodo svuotare gli stadi per riempire i portafogli delle società con i diritti tv e spennare i tifosi con il caro-biglietti, rendendo loro la vita impossibile anche con il campionato spezzatino.

Dopo che sarà stato trasmesso su Rtb, il docufilm di Milva Cerveni andrà on line su youtube. Andate a vederlo: capirete molte cose degli ultrà e prenderete a calci l'ipocrisia.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com