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Il brasiliano vuole scalare le gerarchie: "Mi piace risolvere le situazioni. Con Ventura posso andare lontano".
Jonathas, l’uomo della provvidenza: "A Torino ho trovato cuore e calore".
I tifosi granata l’hanno già definito l’uomo della provvidenza. Entrando dalla panchina, nelle ultime due partite del Toro, è riuscito a segnare in pochi minuti due gol che hanno determinato la vittoria sulla Lazio e il momentaneo 2-2 col Napoli. Jonathas è l’ultimo arrivato alla corte di Ventura, dopo l’infelice esperienza di Pescara, ma sta scalando le posizioni in campo e punta a conquistare la permanenza a Torino. In un’intervista a La Stampa racconta il suo momento e le sue speranze. 

Due gol sotto la Maratona, entrando dalla panchina, sono un buon biglietto da visita?
«Credo di sì. Speravo di ambientarmi in fretta e bene a Torino. Qui c’è cuore, fuori e dentro il campo: questo calore mi ha aiutato e quel che non è successo a Pescara, l’ho vissuto qui». 

Questo spiegano i 2 gol segnati in appena 84’ giocati col Toro?
«Sono felice per questo. Se entro, vuol dire che il mister ha fiducia in me. Mi piace provare a risolvere le situazioni: a volte ci riesco, a volte no». 

Vanta la miglior media-gol del Toro, ma passa per uno che si addormenta in campo. Perché?
«Sono un brasiliano e penso “lasciatemi tranquillo”. Ventura, però, mi sprona a dare il massimo sempre: mi sta cambiando mentalità e modo di giocare. Devo solo ringraziarlo: con lui posso arrivare lontanissimo”.