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  • Juve è l'ora dei riscatti: in 9 in bilico, sfumeranno circa 100 milioni

    Juve è l'ora dei riscatti: in 9 in bilico, sfumeranno circa 100 milioni

    • ET
    La formula del prestito con diritto di riscatto che può trasformarsi in obbligo a determinate condizioni si sta rivelando sempre meno soddisfacente per i nostri club che, sempre più spesso, si stanno trovando a dover gestire queste operazioni come dei semplici prestiti. E da qui a fine settimana potranno definirsi numerose situazioni per tutte quelle società, come ad esempio la Juventus, che nel corso dell'ultimo anno hanno puntato fortemente sui prestiti (in entrata e in uscita) con diritto di riscatto, per alleggerire il monte ingaggi e completare la rosa. Sono 9 i calciatori che per la squadra bianconera restano in bilico e un potenziale di 150 milioni di euro che rischia seriamente di sfumare.

    I 4 DI PREMIER - E proprio dalla Premier League è già quasi scontato che praticamente 100 milioni non entreranno nelle casse del club. Liverpool, Leeds e Chelsea hanno già confermato alla Juventus che non riscatteranno rispettivamente i cartellini del centrocampista brasiliano Arthur, di quello statunitense McKennie e dell'ex-Borussia Monchengladbach Zakaria. Il Tottenham, invece, non riscatterà per i 35 milioni di euro pattuiti il cartellino di Dejan  Kulusevski, ma c'è comunque la volontà di trattenerlo a Londra.

    VIA MILIK E DI PARDO, I PRESTITI ITALIANI - Con la promozione in Serie A scatterà il riscatto del Cagliari per Di Pardo, mentre la Juventus non pagherà al Marsiglia i 7 milioni previsti per il riscatto di Arkadiusz Milik che torna quindi sul mercato. Monza e Salernitana stanno riflettendo se esercitare le clausole per Ranocchia e Nicolussi Caviglia (8 e 7 milioni), ma con entrambi i club c'è la possibilità di intavolare uno scambio con Carlos Augusto o Mazzocchi. Infine il caso più spinoso per l'Italia che riguarda il prestito di Luca Pellegrini alla Lazio. Il terzino vuole rimanere in biancoceleste, ma Lotito non pagherà i 15 milioni di euro previsti dagli accordi. Si tratta per abbassare la cifra.

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