Dal 6 novembre, giorno del rinvio di Napoli-Juventus, alla sera del 29 novembre, data del recupero, i tifosi bianconeri hanno vissuto, chi più e chi meno, con il sentore che la beffa fosse nascosta dietro l'angolo del San Paolo. E' superfluo ricordare che il rinvio di quel match (e sulla decisione di rinviare la gara, come ho scritto il 9 novembre, nulla da dire: una decisione presa dall'autorità competente va soltanto rispettata) avesse giovato più al Napoli (reduce dalla battaglia con il Bayern Monaco quattro giorni prima) che alla Juventus (che ben otto giorni prima, il 29 ottobre, aveva disputato l'ultima gara, quella vinta al Meazza contro l'Inter). 

Nei 23 giorni intercorsi fra il rinvio e la partita, quanti brutti pensieri hanno attraversato il sonno dei tifosi della Signora! Di fianco a un Pierluigi Collina con l'ombrello in quel di Perugia, iniziava a materializzarsi un Aurelio De Laurentiis che sotto il sole di Napoli, protetto da un grande ombrellone azzzurro, sghignazzava con lo sguardo naascosto dagli occhiali da sole, pregustandosi l'ennesima vittoria casalinga (nel post Calciopoli) contro la Juventus. Immagine, e incubo, avvalorato prima della partita dalla squalifica inflitta al miglior bianconero della stagione in corso, Claudio Marchisio, a causa di un giallo molto fiscale rimediato contro la Lazio (se Marchisio era da ammonizione, Sculli - entrataccia da dietro su Lichtsteiner - era da espulsione: lo stesso tipo di cartellino per entrambi stride con il buon senso). E Claudio Marchisio quel match del 6 novembre lo avrebbe giocato...
 
Ma qui, per fortuna della Juve, il 'caso', se esiste, decide di rimettere le cose al loro posto: prima appieda Edinson Cavani per un infortunio (anche lui avrebbe giocato, il 6 novembre...) e poi dà la forza alla squadra di Antonio Conte per rimettere in sesto un incontro che sembrava perso due volte (sul 2-0 e sul 3-1 per il Napoli). Ci pensano Estigarribia (pensate un po', proprio il sostituto di Marchisio...) e Pepe (sempre più importante in questa squadra) a fissare il risultato sul 3-3, chiudendo l'ombrellone a De Laurentiis e spegnendogli il sorriso, almeno per questa serata. 
 
Il fatto che poi la Juve, negli ultimi dieci minuti, possa anche arrivare a pensare di vincerla questa gara, è solo un dettaglio: il pareggio conquistato al San Paolo vale già, moralmente, come una vittoria. Da oggi possiamo davvero dire quello che avevamo presagito dopo le vittorie con Milan e Inter: al di là di cosa otterrà questa Juve a fine stagione in classifica, la certezza è che, finalmente, abbiamo ritrovato una squadra vera, degna del nome che porta.