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L’Inter, fermata dall’Atalanta (2-2) a San Siro, si stacca dalla testa della classifica, dove adesso provvisoriamente c’è il Milan e domani tornerà certamente il Napoli, solitario capolista. E’ presto per dire se quanto ho previsto (duello Napoli-Milan per lo scudetto) diventerà realtà, ma intanto va registrata la seconda frenata - dopo Genova, sponda Sampdoria - della squadra di Simone Inzaghi che avrebbe potuto vincere (rigore sbagliato da Di Marco all’86’) ma anche perdere (gol annullato a Piccoli, dal Var, all’87’). E’ stata una bella partita, ma sia a Inzaghi che a Gasperini è rimasta sullo stomaco. All’Inter perché, una volta andata in vantaggio con Lautaro Martinez, non ha saputo chiuderla, anzi si è persa. All’Atalanta perché, dopo aver ribaltato il punteggio (da 0-1 a 1-2) ha colpito un palo su punizione (e Zapata non ha saputo ribadire in rete) ad inizio di ripresa e poi si è fatta prendere dalla paura di non riuscire a portare a casa nemmeno un punto.

Grande protagonista - di gran lunga sopra tutti - Malinovskyi, che ha segnato il primo gol con un sinistro da fuori area (29’), propiziato il secondo di Toloi (38’) sempre con una conclusione da lontano e colpito il palo su punizione (51’) che avrebbe potuto lanciare l’Atalanta verso un successo per nulla immeritato. Tuttavia l’Inter ha reagito e se, a diciannove minuti dalla fine, ha raggiunto il pareggio con Dzeko (azione di Barella, palla per Dimarco, diagonale respinto da Musso e palla messa dentro dal bosniaco) non è stato certo per caso. Meno di dieci minuti prima (62’), per esempio, Lautaro Martinez non aveva saputo ribadire in rete un tiro cross di Barella, deviato da Musso e, ad una manciata di secondi da questa occasione, Musso era stato prodigioso nel deviare un colpo di testa di Vecino, ancora su cross di Barella.

La partita è, dunque, vissuta su due gesti tecnici prevalenti. I tiri da lontano di Malinovskyi (male Handanovic sul secondo) e i cross di Barella, frutto di inserimenti puntuali e brillanti. L’Inter, infatti, era andata in vantaggio presto (4’) proprio con una combinazione tra Barella (cross) e Lautaro (destro di mezzo volo colpito di stinco). Poi aveva avuto un’altra occasione con Dzeko (scambio stretto con Lautaro), infine aveva lasciato spazio all’Atalanta, nettamente in crescita rispetto alle prime uscite. A che cosa si deve la trasformazione della squadra di Gasperini? Prima di tutto alla condizione atletica ritrovata. Se l’Atalanta corre e arriva prima sulle seconde palle è una squadra temibile. In caso contrario è una squadra prevedibile e non impossibile da fermare. Se a questo aggiungiamo la straripante forma di Malinovskyi, abbiamo il quadro di un collettivo che, pur avendo qualche carenza a centrocampo (hanno deluso sia De Ron che Freuler), ha saputo per lunghi tratti fare la partita. 

Dei due allenatori non ho capito due cose. Perché Gasperini abbia tolto Malinovskyi a mezz’ora dalla fine (a me sembrava sempre il più pericoloso della squadra) e perché Inzaghi abbia fatto calciare il rigore a Dimarco (fallo di mano evidentissimo di Demiral rilevato solo dal Var). Non lo dico perché senza Malinovskyi l’Atalanta si è fatta raggiungere o perché Dimarco ha colpito la traversa dagli undici metri. Lo dico perché l’uno, secondo me, poteva stare ancora in campo e l’altro avrebbe potuto lasciare il penalty a Perisic, Brozovic o Dzeko. Detto che dopo a parlare (e scrivere) siamo capaci tutti, resta da raccontare un finale di gara di alto contenuto emotivo. L’Inter ha sbagliato il rigore all’86, l’Atalanta è ripassata in vantaggio un minuto dopo su tiro di Piccoli, subentrato a Duvan Zapata. Gol apparso a tutti regolare (anche in questo caso Handanovic era stato tutt’altro che irreprensibile), ma non per il Var che ha scovato una palla fuori su retropassaggio al portiere dell’Inter. Decisione ineccepibile e gioco ripreso con un calcio d’angolo a favore dell’Atalanta.

Inzaghi e Gasperini avevano cominciato con i collaudati 3-5-2 (l’interista) e 3-4-2-1 (l’atalantino). Nessuno ha prevalso, ma l’Atalanta mi ha lasciato un’impressione migliore. Se l’Inter c’è e, dunque, resta, l’Atalanta è tornata. Da adesso in avanti sarà un problema per qualsiasi avversario.




INTER-ATALANTA 2-2, IL TABELLINO

Marcatori: 5’ Lautaro, 30’ Malinovski, 38’  Toloi, 26’ s.t. Dzeko

Assist: 5’ Barella, 

Inter: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (dal 13’ s.t. Dimarco); Darmian (dal 13’ s.t. Dumfries), Barella (dal 45’ s.t. Satriano), Brozovic, Calhanoglu (dal 13’ s.t. Vecino), Perisic; Lautaro (dal 36’ s.t. Sanchez), Dzeko. 

Atalanta: Musso; Toloi, Palomino (dal 25’ s.t. Maehle), Demiral; Zappacosta (dal 32’ s.t. Pasalic), Freuler, de Roon, Gosens; Pessina (dal 18’ s.t. Djimsiti); Zapata (dal 18’ s.t. Piccoli), Malinovski (dal 18’ s.t. Ilicic).

Ammoniti: Malinovski (A), Bastoni (I), Palomino (A), Calhanoglu, Zapata (A), Zappacosta (A), Barella (I), Toloi (A)

Espulsi:

Arbitro: Fabio Maresca (della Sezione di Napoli)

Var: Aureliano

Assistente Var: Ranghetti