Non esiste una sostanziale differenza di gioco tra la Juve e le altre presunte pretendenti allo scudetto. Tutte, infatti, giocano o malissimo (l’Inter), o male (Roma e Napoli) o malino (la Juve, appunto). Ma la Juve crea la differenza nel risultato: vince sempre (quattro partite su quattro), sia che Ronaldo segni (come contro il Sassuolo, prima rete nel campionato italiano dopo 320 minuti, raddoppio tredici minuti dopo), sia che non segni; sia che giochi Pjanic (le prime tre), sia che non giochi (la quarta); sia che la squadra vada in vantaggio (a Verona, con la Lazio, a Parma), sia che venga raggiunta (Chievo e Parma) o superata (Chievo).

Il calcio di Allegri è di una irrinunciabile mestizia, la palla fatica a circolare contro qualsiasi avversario e, quasi sempre, nella prima parte della gara, si contano pochissime occasioni da rete. Poi un episodio, spesso fuori o lontano dal contesto, accende la partita e la Juve, a quel punto, difende e contrattacca riuscendo, tuttavia, a fare meno male di quanto potrebbe. Contro un Sassuolo che ha palleggiato meglio, non sprecando mai una palla né in uscita, né in costruzione, i bianconeri si sono schierati con un inedito 4-3-1-2 con Dybala in campo (e per tutti i 90 minuti), al contrario di quel che aveva detto Allegri, mentre De Sciglio, annunciato in formazione fino a mezz’ora prima della gara, è finito un’altra volta in panchina (10 milioni buttati per il capriccio di averlo). Senza Pjanic, acciaccato e soprattutto risparmiato per la trasferta di Valencia in Champions, è toccato a Emre Can fare il centrale, con ai lati Matuidi e Khedira (capitano, vice Dybala). In difesa dentro all’ultimo Cancelo (il migliore insieme a Ronaldo) e Benatia (per Chiellini) affiancato a Bonucci. A sinistra, Alex Sandro.

L’attacco con il trequartista (Dybala, appunto) ha liberato spesso agli avversari la corsia di sinistra (per chi attacca, la destra per chi difende). Però rischi veri e propri la difesa della Juve non ne ha corsi, come del resto è accaduto dall’altra parte. Solo Ronaldo ha chiamato Rogerio ad un intervento alla disperata. Poi, un paio di tiri consecutivi di Dybala e Mandzukic su palla recuperata in area da Matuidi (pessimo Marlon). Infine un tentativo mal riuscito del Sassuolo di fare autogol: su cross di Cancelo, Lirola ha deviato verso la propria porta centrando Consigli.

La Juve ha cominciato la ripresa con maggiore pressione, ma se da un calcio d’angolo a favore dei bianconeri, non fosse arrivato il colpo di testa all’indietro di Ferrari contro il palo (50’), Ronaldo e tutta la squadra di Allegri avrebbe dovuto aspettare ancora che si sbloccasse il portoghese e, con esso, il risultato. Gol facile dopo una fatica improba e contro difese che non sono quelle del calcio spagnolo. Tuttavia Ronaldo non solo ha raddoppiato con un gol del suo monumentale repertorio (63’, tiro ad incrociare di sinistro su assit di Emre Can), ma avrebbe potuto farne almeno un altro paio. Invece ha sbagliato al 77’ a colpire di interno destro, da due passi, e all’82’ da ribattuta dopo tiro di Cancelo.

Nel frattempo (60’) era entrato in campo Di Francesco (per Djuricic) e, un minuto dopo, Douglas Costa per Mandzukic. I due sono stati protagonisti, nel finale di partita, di un episodio che costerà al brasiliano (espulso per l’intervento della Var) una lunga squalifica (almeno tre giornate). E’ accaduto, infatti, che dopo un fallo (non rilevato dall’arbitro) di Di Francesco su Douglas Costa, quest’ultimo abbia inseguito l’avversario fin nei paraggi della propria area, l’abbia colpito con un calcio e una gomitata per pura ritorsione e, dopo un breve conciliabolo ravvicinato, gli abbia sputato direttamente in faccia, come un lama maleducato. Ora, va detto che Di Francesco, non è un santo se è vero che, a séguito del primo fallo, ha apostrofato pesantemente Douglas Costa mentre costui finiva a terra. Però il comportamento dello juventino non ha attenuanti, nè esimenti. E la squalifica, dura e sacrosanta, priverà la Juve di uno dei suoi uomini migliori.

Quando Allegri lo ha messo in campo, per sfruttare il contropiede, lui - almeno dal punto di vista tecncio - ha risposto come meglio non si sarebbe potuto. Non solo ha propiziato il secondo gol di Ronaldo, domando sapientemente un pallone e servendo Emre Can per la ripartenza quattro contro due dopo un angolo a favore del Sassuolo, ma ha anche sfiorato il gol con un diagonale di destro, accelerando poi ad ogni confronto diretto. Douglas sarà fondamentale in Champions, così come il 4-3-3, ripristinato quando è uscito Mandzukic. Dybala in campo fino al 90’ è un indizio: contro il Valencia siederà in panchina e il trio offensivo sarà composto da Mandzukic prima punta, Douglas a destra e Ronaldo a sinistra.

Adesso che ha trovato i primi due gol in Italia, non gli resta che lustrare il Pallone d’Oro anche in Europa. Eppure, dopo una partita in cui avrebbe potuto segnare cinque gol, la Juve ha voluto correre qualche brivido alla fine (91’). Come a Verona e a Parma ha subito gol con cross da destra (questa volta di Dell’Orco) e mancato intervento di Bonucci, che ha favorito il colpo di testa di Babacar. Allegri, che è fondamentalmente un difensivista, non sarà contento. Perciò sarà utile richiamare sia ad una maggiore attenzione, sia ad un posizionamento meno approssimativo.

Juventus-Sassuolo 2-1
Marcatori
: s.t. 5' Ronaldo (J), 17' Ronaldo (J), 45' Babacar (S)

Assist: s.t. 17' Emre Can (J), 45' Dell'Orco (S)

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Benatia, Alex Sandro (35' s.t. Cuadrado); Khedira, Emre Can (26' s.t. Bentancur), Matuidi; Dybala, Mandzukic (16' s.t. Douglas Costa), Cristiano Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Perin, De Sciglio, Chiellini, Pjanic, Kean, Rugani, Bernardeschi. All. Allegri.

Sassuolo (4-3-3): Consigli; Lirola, Marlon, Ferrari, Rogerio (27' s.t. Dell'Orco); Bourabia, Locatelli (38' s.t. Babacar), Duncan; Berardi, Boateng, Djuricic (30' s.t Di Francesco). A disp. Pegolo, Magnanelli, Lemos, Matri, Sensi, Boga, Magnani, Adjapong, Brignola. All. De Zerbi.

Arbitro: Chiffi di Padova.

V.A.R.: Di Bello di Brindisi

Espulso: s.t. 45' Douglas Costa (J)

Ammoniti: p.t. 23' Djuricic (S), 26' Berardi (S), 32' Cancelo (J), 40' Bourabia (S); s.t 15' Alex Sandro (J).