Nei giorni scorsi si è molto chiacchierato intorno ai casi di Pedro Neto e Bruno Jordão, i due giovani portoghesi provenienti dallo Sporting Braga e acquisiti a peso d'oro dalla Lazio in chiusura della campagna trasferimenti estiva del 2017. E ad alimentare la discussione è stata la pubblicazione del bilancio annuale al 30 giugno 2018 della società biancoceleste.

Fra i tanti elementi messi in evidenza dai media c'è quello che è stato indicato come “il vero costo” dei due calciatori. Che viene indicato in 11,5 milioni di euro per il prestito biennale, cifra giudicata meno pesante di quanto fosse stato prospettato lo scorso anno quando i due giovani portoghesi sbarcarono a Roma. Inoltre, sono state esposte versioni abbastanza fantasiose riguardo alla prospettiva che i due calciatori vengano riscattati dalla Lazio.

Alcune testate sono arrivate a sostenere che Pedro Neto e Bruno Jordão non abbiano fin qui esordito in prima squadra perché dal loro eventuale cumulo di presenze dipenderebbe l'obbligo di riscatto, da esercitarsi al termine dell'attuale stagione calcistica. Una rappresentazione quantomeno  fantasiosa delle cose. E poiché noi di Calciomercato.com ci siamo occupati della vicenda prima e più di altri (LEGGI QUI L'INCHIESTA), riteniamo sia il caso di fare chiarezza e fissare alcuni punti inequivocabili.
 

11,5 MILIONI, POCHI? - In primo luogo c'è da segnalare che nelle 150 pagine del documento di bilancio, che chiunque può scaricare dal sito della S. S. Lazio, i nomi di Pedro Neto e Bruno Jordão non appaiono mai (QUI). I soli, vaghi riferimenti riconducibili all'operazione che li riguarda sono ascrivibili alla voce “costi per acquisizione temporanea”, accanto alla quale viene indicata la cifra di 5.234.317 euro. Quest'ultima può comprendere la prima quota di un pagamento biennale, dato che biennale è il prestito dei due calciatori. Indicazioni un po' meno vaghe vengono ricavate dal comunicato stampa pubblicato lo scorso 20 settembre, in cui veniva reso noto il progetto di bilancio (QUI IL COMUNICATO).

A pagina 4 del documento, nel paragrafo intitolato “Campagna trasferimenti”, uno dei capoversi informa che: “sono stati acquistati a titolo temporaneo diritti alle prestazioni sportive di tre giocatori, di cui due per un biennio, per un costo complessivo di Euro 11,50 milioni più eventuali premi, ed uno per la sola stagione 17/18 a titolo gratuito ed un importo retributivo totale per la stagione 17/18 di Euro 4,79 milioni”.
 

  
Pur non essendo nominati, Pedro Neto e Bruno Jordão sono i due calciatori acquisiti in prestito biennale, e gli “11,50 milioni più eventuali premi” sono esattamente il prezzo pagato dalla Lazio per portarli a Roma. Da questo dettaglio è partita attraverso i media una vulgata secondo la quale il costo dei due portoghesi sarebbe “solo 11,5 milioni”, e che tutto sommato si tratti di un costo accettabile.

Tocca prendere sul serio anche queste argomentazioni e rispondere a entrambe, a cominciare dalla seconda. Gli 11,5 milioni sborsati dalla Lazio sarebbero dunque un prezzo “non caro”? Ribattiamo mettendo in evidenza alcuni dati di fatto: 1) in oltre un anno dacché sono a Roma, Pedro Neto e Bruno Jordão non hanno mai vestito la maglia della prima squadra; 2) durante questo anno e passa hanno giocato soltanto nella Lazio Primavera, che alla fine della scorsa stagione è retrocessa; 3) nonostante l'impegnativa cifra sborsata dalla Lazio per portarli in biancoceleste, i due portoghesi non hanno mai destato particolare impressione, dimostrando di essere calciatori normali anche per il (basso) livello del campionato Primavera; 4) se, in ultima analisi, l'argomento che possa giustificare un esborso così impegnativo è la giovane età dei due, allora bisogna ribattere che questo discorso può valere nel caso di Pedro Neto (classe 2000), ma non per Bruno Jordão (classe 1998) che ha appena compiuto 20 anni e comincia a essere grandicello per rimanere inchiodato allo status di Primavera. Tenuto conto di tutto ciò, gli 11,5 milioni che la Lazio ha impegnato per il prestito biennale dei due sono ancora da giudicare pochi?
L'altro aspetto cui controbattere riguarda il costo complessivo della transazione. Affermare che esso sia di soli 11,5 milioni di euro significa raccontare mezza verità. Esattamente come avviene nell'aneddoto dell'uomo che cade dal ventesimo piano, e giunto al decimo si dice: “Fin qui tutto bene”. Cosa vera, a patto di non tenere in conto la parte restante del percorso.
Della parte restante del percorso ci occupiamo nel prossimo paragrafo. In questa fase ci soffermiamo ancora un attimo sull'aspetto più surreale del racconto che nei giorni scorsi è stato fatto da alcuni organi d'informazione.

Quello secondo cui, “stando alle voci che filtrano da Formello”, i due calciatori non giocherebbero per evitare che scatti l'obbligo di riscatto. Ma allora fateci capire: la Lazio spende 11,5 milioni per prenderli in prestito biennale, e poi non li fa giocare per non essere obbligata a riscattarli?
 
I TERMINI DELL'ACCORDO - Per evitare di diffondere un'interpretazione così strampalata dell'affare che coinvolge i due calciatori portoghesi, sarebbe bastato fare la cosa più semplice: leggere i documenti. E il documento decisivo per conoscere la verità è il comunicato inviato dallo Sporting Braga alla Commissão do Mercado de Valores Mobiliarios (CMVM, la Consob portoghese) dallo Sporting Braga. Un documento pubblico, scaricabile dal sito della CMVM (SI TROVA QUI), nonché disponibile a tutti non da una settimana, o da un mese, ma dal 1° settembre 2017.
 

I termini dell'accordo li potete leggere da voi. Ma a beneficio di chi avesse difficoltà con la lettura in lingua portoghese, provvediamo a tradurre i termini essenziali. Nel lungo primo capoverso viene detto chiaramente che la Lazio abbia l'obbligo di riscatto (obrigaçao adquirir em definitivo) nel caso in cui, al termine della stagione 2018-19, “si qualifichi” per partecipare al campionato di Serie A 2019-20. E dunque, detto in termini semplici, se a fine stagione la Lazio sarà salva, sarà anche obbligata a riscattare i due giovani portoghesi.

Altro dettaglio cruciale riguarda il costo dell'operazione. Il prezzo del prestito biennale è di 7,5 milioni di euro per Pedro Neto e di 4 milioni di euro per Bruno Jordão. La somma fa 11,5 milioni di euro, quella che è stata riportata dai media come se fosse definitiva. E invece, come anticipato, essa è solo “una parte del percorso”. C'è anche la parte restante, che nel comunicato dello Sporting Braga è dichiarata in modo inequivocabile: l'obbligo di riscatto, che per Pedro Neto è di 4,5 milioni di euro e per Bruno Jordão è di 2,5 milioni di euro. In totale sono altri 7 milioni di euro, che la Lazio sarà “obbligata” a pagare nel caso in cui raggiunga la salvezza alla fine di questa stagione. Anche qualora continuasse a non far giocare i due ragazzi in prima squadra da qui al termine della stagione. Il che porterà il costo complessivo dell'operazione a 18,5 milioni di euro. Sono ancora pochi?

Infine, ci sono i bonus. E quelli sì che dipendono dal raggiungimento di obiettivi, e dunque dalla presenza in campo dei due ragazzi. Questi bonus possono arrivare a toccare i 5 milioni di euro nel caso di Pedro Neto e i 2 milioni di euro nel caso di Bruno Jordão.

Qualora tutti i bonus dovessero maturare, il costo complessivo dell'operazione sarebbe per la Lazio di 25,5 milioni di euro. Non stiamo a chiedere se continuino a essere pochi. Preferiamo sottolineare la specificazione inserita fra parentesi nel testo: laddove si dice che gli obiettivi da cui dipendono i bonus possano verificarsi sia durante il periodo del prestito, sia dopo l'eventuale cessione definitiva (“aplicavel durante a cedência temporária, bem como após a possível cedência definitiva).

Questo dice il testo inviato da una società di capitali all'autorità di Borsa del proprio Paese. Di fronte a ciò le chiacchiere, così come “le indiscrezioni che filtrano da Formello”, stanno a zero. Rimane da chiarire quali siano gli obiettivi da cui dipende la maturazione dei bonus sul rendimento di Pedro Neto e Bruno Jordão. Magari la S. S. Lazio, che è società degna e trasparente, potrebbe provvedere a renderli pubblici. Giusto per evitare ulteriori e fuorvianti speculazioni.