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E’ partito CR7 e al suo posto ha segnato LM7, al secolo Leonardo Mancuso, capitano dell'Empoli con maglia numero 7, che realizza il suo primo gol in serie A e regala la prima storica vittoria alla neopromossa squadra toscana sul campo della Juventus. Giusto, giustissimo, così, perché i grandi meriti della formazione di Andreazzoli si mescolano ai grandi demeriti della formazione di Allegri, fischiata all'intervallo quando è già in svantaggio e fischiatissima alla fine di 95' senza gol ma soprattutto senza gioco. La morale, cioè la classifica, è impietosa, perché dopo due partite la Juventus ha soltanto un punto, teoricamente in zona retrocessione ma soprattutto a meno 5 dalla capolista Inter, con tanti saluti a chi considerava i bianconeri strafavoriti per vincere lo scudetto, grazie al ritorno di Allegri. 

Al di là dell'addio di Ronaldo, in realtà la Juventus conferma i limiti della stagione scorsa, incerta in difesa dove manca Chiellini, rimasto in panchina, senza qualità in mezzo al campo e con troppi problemi in attacco, anche per le scelte del tecnico. La rinuncia iniziale a Morata, le scelte di McKennie come trequartista e di Danilo come centrale di centrocampo, non hanno convinto, né prima, né durante una partita di sofferenza in cui hanno brillato soltanto Chiesa e in parte Cuadrado, in assenza del miglior Dybala. E così l'Empoli, con un gioco semplice ma efficace, non si è limitato ad andare in vantaggio perché ha sfiorato più volte il raddoppio, mostrando un grande portiere come Vicario e un'organizzazione di gioco da applausi, tipica delle squadre di Andreazzoli. 

SUPER CHIESA - La fascia preferita di Cristiano Ronaldo viene inizialmente occupata da Chiesa che parte dalla sinistra, ma poi si rende pericoloso quando si sposta al centro, andando per due volte vicinissimo al gol: prima con un gran destro respinto di petto da Vicario e poi, dopo una fuga da metà campo, con un tiro a fil di palo, deviato in angolo dal bravissimo portiere dell'Empoli. Chiesa, però, è troppo solo in attacco perché Dybala, che teoricamente dovrebbe affiancarlo, non trova mai il guizzo decisivo in posizione avanzata nel 4-3-1-2 in cui McKennie fatica a improvvisarsi trequartista alle spalle delle due punte. 

SORPRESA EMPOLI - Sarebbe facile rimpiangere subito Ronaldo, ma in realtà i problemi della Juventus nascono in fase di costruzione in mezzo al campo, dove manca la qualità. Danilo, tra Bentancur e Rabiot, si rivela infatti inadeguato nel ruolo di regista senza nemmeno il necessario aiuto dei due esterni e così soltanto Cuadrado che parte dalla linea dei quattro difensori, completata da Bonucci, De Ligt e Alex Sandro, riesce a rendersi pericoloso con le sue accelerazioni sulla destra. Troppo poco, comunque, per mettere in difficoltà l’Empoli che si dimostra molto organizzato. E così, dopo quei due rischi corsi nel primo quarto d'ora, i toscani schierati con l'identico 4-3-1-2 della Juventus prendono confidenza e al 21' trovano il gol, firmato da Mancuso che scambia con Bajrami e dopo aver preceduto Rabiot batte Szczesny, concludendo una bella azione avviata da Bandinelli sulla sinistra. 

PRIMI FISCHI - Soltanto Chiesa riesce a reagire con un'altra girata di destro che per la terza non sorprende il bravissimo Vicario. Ma siccome l'Empoli torna a farsi pericoloso con Cutrone che sfiora il raddoppio, Allegri decide di cambiare il modulo, impostando un 4-4-1-1 con Dybala punta centrale, McKennie alle sue spalle e Chiesa spostato sulla destra. Come non detto, però, perché la Juve è sempre più confusa e quando finisce il primo tempo in svantaggio viene accompagnata verso gli spogliatoi dai fischi dei 17.000 tifosi presenti. 

EMERGENZA MORATA - Per la serie "meglio tardi che mai", dopo l'intervallo Allegri rilancia Morata, un centravanti vero, al posto dell'inutile McKennie. Nemmeno questa mossa, però, spaventa l'Empoli, sicuro in difesa dove Stojanovic, Ismajli, Romagnoli e Marchizza non vanno mai in affanno, ordinato in mezzo al campo grazie alla regia di Stulac tra Ricci e Bandinelli e pericoloso quando si distende in attacco quando il bravissimo Bajrami innesca Mancuso e Cutrone. La Juve prova a pungere di più con Morata e Dybala, ma continua a rischiare troppo quando l'Empoli riparte. Bernardeschi per Rabiot e poi Locatelli per Bentancur e Kulusevski, a sorpresa per Chiesa, sono le altre soluzioni di riserva di Allegri. "Calma, mancano venti minuti" urla il tecnico bianconero. Ma in venti minuti si vede soltanto l'ultima staffetta De Sciglio-Cuadrado e così alla fine si raddoppiano i fischi dell'intervallo. Perché se la Juventus è questa, lo scudetto non tornerà a Torino. 


IL TABELLINO:

Juventus-Empoli 0-1
Marcatore: 21' pt Mancuso. 
Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado (37′ st De Sciglio), De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur (21′ st Locatelli), Danilo, Rabiot (10′ st Bernardeschi); Chiesa (21′ st Kulusevski), Dybala, McKennie (1′ st Morata). A disp. Pinsoglio, Perin, Chiellini, Pellegrini, Rugani, Fagioli, Ranocchia. All. Allegri. 
Empoli (4-3-1-2): Vicario; Stojanovic, Ismajli, Luperto, Marchizza; Haas, Ricci, Bandinelli (34' st′ Zurkowski); Bajrami (25' st Stulac); Mancuso (28′ st Pinamonti), Cutrone (34' st Henderson). A disp. Brignoli, Furlan, Romagnoli, La Mantia, Fiamozzi, Tonelli, Vitti, Parisi. All. Andreazzoli. 
Arbitro: Ghersini di Genova. 
Ammoniti: pt 32′ Stojanovic (E), 44′ Cutrone (E); st 11′ Ismajli (E), 39′ Bernardeschi (J), 44′ Danilo (J).