Giorni caldi per la Roma, impegnata tra tanti arrivi e qualche cessione importante. A margine della presentazione ufficiale di Justin Kluivert, ha preso la parola il direttore sportivo Monchi, che ha lanciato diverse stoccate a Milan e Inter, per l'esclusione dalle coppe e il mercato dello scorso anno dei rossoneri e le limitazioni sulla rosa dei nerazzurri: "Io non voglio fare cose che mettano in difficoltà il club, guardiamo un esempio recente di una squadra importante del Paese che è fallita, un esempio di una squadra fortissima che attualmente invece non può giocare in Europa (riferimento al Milan, ndr), c'è chi non può fare la rosa per decisione della Uefa (riferimento all'Inter, ndr). Io sono qui per fare una squadra più forte possibile per tanti anni e sono convinto al 100%, non al 99%, che ci riuscirò. Prima di arrivare al decimo piano, servono tutti gli altri però. Dico solo una cosa: lo scorso anno dicevamo le stesse cose per Salah, Rudiger, Paredes. La squadra ha fatto meglio che negli ultimi dieci anni. È bello parlare di ambizione, ma serve testa. Alisson è fortissimo, non so se sia il migliore del mondo ma è tra questi. Ha dovuto fare un percorso, lo scorso anno in questo momento dopo l'addio di Sczeszny pareva finito il mondo. Aveva bisogno di tempo che per i tifosi sembra non esistere ma che serve a un club. L'anno scorso si parlava di una squadra che stava facendo un bellissimo e fortissimo mercato, poi...".

SU ALISSON - "Non abbiamo chiuso niente, l'affare si chiude quando tutto è pronto. Il ragazzo è a Liverpool, è vero, siamo in una trattativa molto avanzata, ma ancora non è chiusa. Se tutto andrà normalmente, penso che si chiuderà presto. L'ho spiegato tante volte: il lavoro di un direttore sportivo non è solo quello di comprare i giocatori, di pianificare, ma anche capire cos'è meglio per la società. Per la società non è buono soltanto il lato sportivo, ma anche il lato economico. Dicevate le stesse cose un anno fa, su Rudiger e Salah. È arrivata un'offerta fuori mercato, molto molto importante. Abbiamo valutato i pro e i contro e abbiamo fatto una scelta di parlare con il Liverpool per trovare l'accordo. È mancanza di ambizione? No. La Roma continua allo stesso livello, se non di più. Abbiamo venduto Nainggolan e Alisson, prendendo dieci giocatori, più di tutti e prima di tutti. Lavoriamo per trovare giocatori per diventare una squadra importante, ma cosa è l'ambizione? Per me è fare le cose con la testa. Senza quella, diventa complicato". 

SULLE OFFERTE - "Posso solo ringraziare Alisson, non ho mai sentito la sua pressione di voler andare via, ma se ha accettato è perché gli piace andare via.  Se lui mi avesse detto di non voler andare sarebbe potuto arrivare anche un'offerta di 200 milioni... Non ho mai sofferto la sua pressione. Un ds deve capire il prima possibile ciò che succede. Leggendo di così tanti club interessati ad Alisson, come Real Madrid o Chelsea, potevo fare due cose: fare finta di niente, e andare avanti, o capire che qualcosa sarebbe potuto succedere e lavorare per trovare la soluzione migliore per la società. La gente poi dice che dico cose false ma qualsiasi cosa io dica o faccia lo faccio per la società. A volte devo fare cose che voi e i tifosi non capiscono ma lo faccio per la società. Nell'ultimo mese ho capito che qualcosa sarebbe successo. Poi magari non si sarebbe trovato l'accordo ma quando arrivano club forti economicamente bisogna iniziare a capire che qualcosa potrebbe succedere".

SU OLSEN - "Olsen è una possibilità, ma non l'unica. Noi stiamo lavorando con calma e senza fretta, è meglio essere convinti e fare qualcosa di convincente anche dal punto di vista economico, ormai mi conoscete".

SU KLUIVERT - "Justin è un acquisto importante per noi, è un giocatore forte nel presente e fortissimo per il futuro. Lo conoscete tutti, ha un'immensa qualità e diventerà importante per la Roma. La trattativa è stata complicata, lui è un giocatore di prospettiva, voluto da tutti, ma quando c'è la volontà del giocatore tutto diventa più facile. La prima volta che abbiamo avuto un appuntamento con Justin è stata importante per fargli capire che la Roma sarebbe stato un posto ideale per lui".

SUL RITIRO - "Soddisfatto? Molto, la scelta di lavorare qui è stata una bella scelta, ci siamo trovati benissimo. Un bel ritiro, abbiamo fatto quello che era nella testa del mister".

SUI TIFOSI - "Non troverete un ds più vicino al pensiero dei tifosi di me. A volte sono troppo tifoso, ma devo prendere decisioni per ciò che penso sia meglio per la società. Una parte dei tifosi è arrabbiata probabilmente, ma quando la Roma vince sono tutti contenti. Devo trovare la strada per creare la squadra più forte possibile e fare felici i tifosi. So che sono stanchi delle parole, Roma non si è fatta in un giorno. Sono qui da 14 mesi, datemi tempo".

SU MALCOM - "La squadra sarà più forte? Torno a quello che ho detto. Presentiamo Kluivert, che tre mesi fa era impossibile ed ora è qua. Pastore mi avevate detto che era impossibile e l’ho detto anche io, e invece era qua. Malcom si diceva fosse una follia, ora è una possibilità. Così si deve parlare di Roma, non solo per le cessioni. Nel cellulare ho tanti messaggi di complimenti per la squadra che stiamo facendo, sono giocatori molto importanti che i colleghi conoscono. È giusto dire che avere la possibilità di avere Kluivert, Cristante e Pastore è una grande cos. Sono andati via Alisson e Nainggolan, che sono fortissimi, ma sono rimasti giocatori che saranno più forti e arriveranno giocatori che renderanno la rosa più forte possibile. Manca ancora un mese e nella mia testa sono cose che mi fanno ben sperare".

SPOGLIATOIO PULITO - "È difficile dare una graduatoria: sulla carta, tutti siamo forti, ma poi bisogna competere, il mio obiettivo è fare la squadra più forte possibile. Abbiamo un vantaggio: Di Francesco non so se sia il più forte ma sicuramente tra i più forti del calcio italiano. Lo spogliatoio è pulito, con ambizione e con testa, questo è importante. Poi c'è uno spirito di lavoro collettivo, di tutta la società, importante. Sembra filosofia ma se vai tutti nella stessa direzione, è più facile arrivare allo stesso obiettivo. Tutti vogliono vincere, subito e sempre. Se tra uno o due anni non dovessi vincere niente, prenderei l'aereo e tornerei in Spagna. Io sono tifoso, come prima cosa, non scordatelo".

SU N'ZONZI - "Prima di tutto devo fargli i complimenti per la vittoria del Mondiale, più di questo non posso dire: tutti sanno che mi piace, l'ho portato al Siviglia. Non credo oggi sia un obiettivo reale per noi".