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Il maestro contro l'allievo. Ossia Goran Pandev contro Eljif Elmas.

La storia dello sport è piena di duelli personali tra vecchi campioni e i loro possibili eredi. Su questi scontri affascinanti si sono consumati fiumi di inchiostro e di parole. Una riproposizione di questo antico dualismo la si potrebbe rivivere sabato sera al San Paolo quando la sfida tra Napoli e Genoa potrebbe mettere uno contro l'altro il passato ed il futuro del calcio macedone. Il più forte calciatore di sempre del piccolo e giovane paese balcanico al cospetto di colui che sembra destinato a raccoglierne il testimone.

Sul fronte rossoblù, con Christian Kouamè fuori causa in virtù degli impegni con la sua nazionale, il peso dell'attacco sarà riposto anche e soprattutto sulle spalle sempiterne di Goran Pandev. Alla sua classe ed esperienza Thiago Motta si affiderà per provare a smuovere una classifica preoccupante. Dall'altra parte il giovane Elmas potrebbe essere invece la mossa a sorpresa di Carlo Ancelotti, alla prese con una crisi imprevista e dai risvolti difficilmente pronosticabili.

Una gara insomma già di per sé ricca di significati ma che per almeno due ore paralizzerà un'intera Nazione. D'altronde in Macedonia di dubbi non ne hanno. Il giovane giocatore sbarcato questa estate all'ombra del Vesuvio è per tutti l'erede naturale del grande Goran, uno che proprio a Napoli ha scritto pagine fondamentali di una carriera lunga e prospera di soddisfazioni. Un'investitura non facile da sopportare per Elmas, oltretutto benedetta e sottoscritta dal suo stesso idolo in persona, e per tanto da confermare sul campo, magari proprio davanti al maestro.

In attesa del passaggio di consegne però Pandev non appare per nulla intenzionato ad accelerare i tempi. Sabato, almeno per un'altra volta, il talento di Strumica proverà a confermare la propria supremazia tecnica. Il suo delfino può aspettare. Il tempo dell'abdicazione è ancora lontano per il re di Macedonia.