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Elogio del Belgio. Non esiste Paese più sottovalutato, fidatevi.  Bruxelles, Anversa e soprattutto Bruges mi hanno regalato la vacanza più bella e occhio e croce sono un discreto viaggiatore. Tutti a dire, "è solo un paese triste" e via così. Come si dice a Genova? Belinoni! Il Belgio è una favola. La Francia? Pure, ma sta un passo indietro. A Liegi (Belgio) è nato Simenon, il babbo di Maigret. In Belgio hanno disegnato Tin Tin, il mio fumetto preferito. In Belgio sono conservati alcuni delle opere più belle del mio pittore preferito Vermeer (sì, lui è nato e morto nei vicini Paesi Bassi).  

Detto questo ricordo pure che sono sei mesi che dico e ripeto: il Belgio sarà la grande sorpresa di Brasile 2014. Di solito non ci azzecco mai, stavolta sì, ormai ho le prove. C’è anche chi, fidatissimo amico e meraviglioso giornalista politico ed economico, mi ha creduto. "Io scommetto sul Belgio, me l’ha detto il Timo". Io non scommetto mai, incrocio le dita per lui, gli offrirò comunque una cena, ma avanzo compatto: questo Belgio non è solo Hazard e Fellaini, è tutto una gran squadra, gioca a razzo e a memoria, ha qualità, ha eroi giovani e belli. Non andava a un Mondiale da 12 anni e mi pare (ma è tardi, non ho voglia di verificare, fatelo voi e grazie) che il miglior piazzamento lo abbia fatto in Messico, nel 1986, quarto. Francia terza, Germania Ovest seconda, Argentina prima. Stavolta può ripetersi, poi magari si fermerà in semifinale, ma può battere l’Argentina nei quarti. Può, per quello che ha fatto vedere ieri sera battendo in una partita meravigliosa gli Stati Uniti, 2-1. Per me è stato il più bel calcio visto fin qui ai Mondiali. Ah, il primo gol lo ha fatto De Bruyne: a proposito le De Bruine (pacchetto blu notte) erano anche le mie sigarette preferite, prodotte in Belgio, tabacco dolce, ormai introvabili in Italia.

Quindi godetevi quel che resta dei Mondiali, poi guardatevi un gran film "In Bruges-La coscienza dell’assassino" e dopo il 15 luglio organizzate le vostre vacanze. Lasciate perdere il Brasile, a parte Rio de Janeiro è piuttosto deludente, posso dirlo ora che l’ho appena girato in lungo e in largo. No, scegliete il Belgio e mi ringrazierete. Visitate i musei di Bruxelles, i suoi viali e i suoi giardini. Perdetevi nelle botteghe antiquarie di Anversa, il porto di un ex impero. E dormite sui canali di Bruges, fidatevi.   


Giampiero Timossi (giornalista Il Secolo XIX)
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@GTimossi

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