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I tifosi lo rivorrebbero di corsa, all'istante. Ma Luciano Spalletti ha raccontato la verità: ad oggi, Rafinha e l'Inter sono più lontani che mai. Perché il centrocampista brasiliano da settimane è un desiderio congelato, un'idea su cui il ds nerazzurro Piero Ausilio ha dovuto fermarsi da quando ha scelto di dedicare il grosso investimento di questa campagna acquisti sulla trequarti a Radja Nainggolan.

COME E' ANDATA - L'idea che filtra da Corso Vittorio Emanuele è molto chiara: l'Inter avrebbe ripreso Rafinha di corsa ma ancora studiando un prestito con riscatto, non poteva e non può procedere a un'altra operazione a titolo definitivo. Quel tipo di budget è stato dedicato a Nainggolan (con contropartite) per scelta della società e di Spalletti, che non vede Rafinha come titolare in un 4-2-3-1 dove c'è Radja trequartista né l'Inter può investire almeno 35 milioni per una riserva di lusso.
RETROSCENA BARCELLONA - Il vero problema infatti è stato rappresentato dalla formula dell'operazione. A inizio giugno, l'Inter si è mossa concretamente per capire i margini del ritorno di Rafinha; nonostante l'insistenza del giocatore, il Barcellona ha sempre preteso 35 milioni più bonus senza diritto di riscatto, ma con certezze di vendita immediate. Lo stesso concetto è stato ribadito agli intermediari a inizio luglio, da quel momento l'Inter ha capito che la pista Rafinha è sostanzialmente impraticabile. In più, il Barça ad oggi ha carenza di centrocampisti (sono andati via Paulinho e Iniesta, presto saluterà anche André Gomes) e non intende fare sconti. Al di là delle speranze dei tifosi, oggi e da quasi un mese nella testa di Ausilio e Spalletti l'idea Rafinha è completamente congelata. Le priorità sono e saranno altre, il muro blaugrana è questione di principio dopo i patti di gennaio, lo stesso che fu da parte del Valencia per Cancelo poi finito alla Juventus proprio alle condizioni pretese dagli spagnoli. Con buona pace dell'Inter...