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Tolta una brevissima parentesi a Roma, tra giugno e gennaio nella stagione 2013-2014, Gianluca Caprari prima di approdare alla Sampdoria aveva conosciuto soltanto due maglie: quella giallorossa del club capitolino, dove è cresciuto, e quella biancoazzurra del Pescara. In Abruzzo l'attaccante blucerchiato ha giocato quattro campionati interi e due spezzoni di stagione per un totale di oltre 150 presenze condite da 32 gol. 

"Per me Pescara è una parte importantissima del mio percorso calcistico e di vita" ammette infatti il numero 9 doriano a Il Secolo XIX. "Quando sono uscito dalle giovanili della Roma, nel gennaio 2012, avevo 18 anni e mi sono trovato in una dimensione nuova e straordinaria come quel Pescara che faceva la B ma a fine stagione conquistò la storica promozione".  Era una grande squadra, composta da ottimi giocatori e capace di battere proprio la Samp al Ferraris: "C'erano dei grandi come Insigne, Immobile e Verratti e in panchina Zeman che aveva tra l'altro spinto per avermi. Il ricordo più intenso di quella stagione è stata proprio la partita contro la Sampdoria in cui una mia doppietta valse il ritorno in A. Oggi riparlare di quei due gol mi è più facile visto che anche la Samp per fortuna salì battendo il Varese e spero di essere stato perdonato dai tifosi blucerchiati".
Stagioni dense di emozioni, quelle in riva all'Adriatico, accomunate da un filo rosso, Zeman: "A Pescara ho lavorato tanto, ci sono stati momenti belli e brutti, come la retrocessione, però delle 5 sstagioni conservo bellissimi ricordi. E naturalmente ho grande affetto e riconoscenza per mister Zeman - conclude Caprari - che per noi calciatori è stato non solo un allenatore che insegnava la cultura del lavoro ma anche una sorta di nonno speciale che ci ha aperto le porte del grande calcio con la sua esperienza e la sua intelligenza".